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Lucio Fontana
Description
- Lucio Fontana
- Concetto spaziale
- firmato
- rame con lacerazioni e graffito
- cm. 91x54
- Eseguito nel 1962-63
Provenance
Galleria del Leone, Venezia
Galleria Notizie, Torino
Galerie Arditti, Parigi
Collezione privata, New York
Carla Pellegrini, Milano
Literature
Catalogue Note
Tra 1961 e 1962 il percorso evolutivo di Fontana stabilisce una traiettoria ideale tra Venezia e New York. Per la città lagunare che è insieme storica, barocca e rinascimentale, l’artista crea una pittura spessa, carnosa, duttile attraverso un uso corposo di Pietre e Olii , con i quali impasta un’immagine sentimentale degli antichi scorci turistici.
Tecnica artistica che, arrivato a New York tentò di adattare (come ci dimostra la serie dei primi disegni) alla metropoli americana. Ma una volta tornato nel suo studio di Milano, Fontana non riuscì a tradurre coerentemente i suoi studi e le sue impressioni impastandole nell’olio, mezzo non atto a rappresentare il nuovo mondo, meccanico e frenetico nello svettare delle architetture e nell’eco luminoso dei fari, del sole, delle icone pubblicitarie che s’infrangono correndo su ogni linea della città pop. Inizia qui la ricerca di un adeguato mezzo espressivo in risposta alla diversa consistenza urbana, che volge necessariamente verso un inedito medium artistico: il metallo laminare.
“Come faccio a dipingere questa terribile New York? Mi sono chiesto. Poi tutto d’un tratto mi è venuta una intuizione: ho preso delle lamiere di metallo luccicante e mi sono messo a lavorarle, ora rigandole verticalmente per dare il senso dei grattacieli, ora sforacchiandole con un punteruolo, ora ondulandole per creare cieli un po’ drammatici, ora riflettendoci dentro un pezzo di stagnola colorata per ottenere dei bagliori tipo Neon… nessuna materia riesce così bene a dare il senso di questa metropoli tutta fatta di vetri, di cristalli, di orge di luci, di bagliori di metallo”.
Rame, alluminio, ottone vengono così intelaiati, trinciati, graffiati e incisi per eternare nella modulazione dei riflessi ricavati dalla malleabilità del metallo “I colossi di cristallo si quali il sole batte provocando torrenti di luce” .
Lucio Fontana
(cit. in Lucio Fontana Venezia / New York, catalogo della mostra, Venezia 2006, pagg. 43-45)