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Osvaldo Licini
Description
- Osvaldo Licini
- Amalassunta n. 9
intitolato e datato 1949 sul retro
- olio su tavola
- cm. 20,2x25,5
Provenance
Collezione Nanny Hellstrom, Ascoli Piceno
Exhibited
Roma, Palazzo delle Esposizioni, VIII Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma, Mostra Retrospettiva di Osvaldo Licini, 1959-60
Macerata, III Premio Scipione Nazionale di Pittura, Retrospettiva di Osvaldo Licini, 1964
Literature
Catalogue Note
"Per ciò che riguarda il mio lavoro sarà bene aspettare, bisogna avere pazienza. La mia ora non è suonata. Una irrevocabile decisione è stata presa: di non esporre, di non mostrare, di non vendere per tutta la durata della guerra. Da Milano giungono pressioni e lusinghe di ogni specie, ma io, duro. Da due anni sto accumulando materiali, materiali. Fra poco sarò pronto per la mia ultima avventura; la vera, la decisiva. Che un vento di follia totale mi sollevi! Darò tutto o morte"
In questo modo Osvaldo Licini comunicava a Giuseppe Marchiori nell'aprile del 1949 la sua irrevocabile decisione di "distaccarsi" momentaneamente dall'ambiente artistico a causa dell'avvicinarsi della guerra.
L'impegno di questi anni inquieti e appassionati si concretizza nella serie delle Amalassunte, misteriose rappresentazioni dagli echi contemplativi e cabalistici, poetiche raffigurazioni della luna che Licini amava così descrivere: "Amalassunta è la luna nostra bella, garantita d'argento per l'eternità, personificata in poche parole, amica di ogni cuore un poco stanco".
(cit. in G. Marchiori, I cieli segreti di Osvaldo Licini, Milano 1968, pag. 26)