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Renato Paresce
Description
- Renato Paresce
- La nuit
- firmato e datato 29; intitolato sul telaio
- oilo su tela
- cm. 46x38
Provenance
Exhibited
Literature
Catalogue Note
Gli unici riferimenti bibliografici della tela La nuit, dipinto da René Paresce a Parigi nel 1929, sono l’elenco delle opere della mostra personale alla Zwemmer Gallery di Londra del 1931 e il “Bollettino della Galleria del Milione”, sul quale l’opera era stata pubblicata per la mostra personale di Paresce a Milano nel 1933. Il dipinto non figura, però, tra le opere esposte in quell’occasione. Questo spiegherebbe l’assenza della tela dalle collezioni italiane per molto tempo, dal momento che un altro dipinto, La statua (1929), esposto nella stessa mostra a Londra e poi a Milano, oggi è al Civico Museo d’Arte Contemporanea di Milano, proveniente dalla collezione Boschi.
Dal 1933 La nuit rientra oggi nel catalogo delle opere di Paresce, che l’ha eseguita nel periodo di maggiore adesione agli intenti degli Italiens de Paris, con cui dal 1928 al 1932 partecipa alla promozione dell’arte italiana a Parigi e all’estero. I temi scelti da Paresce per questa piccola ma speciale tela - con la quale lascia un saggio del modo sapiente di dipingere che gli era stato riconosciuto dai suoi contemporanei e, in particolare, da Campigli corrispondono alla poetica di de Chirico, dello stesso Campigli, Severini e Savinio verso un fare che torna “all’antico mestiere del pittore”, guarda “all’italianità” e allo spirito “mediterraneo”, teorizzato da Waldemar George, che – non a caso - scrive il testo di presentazione per la mostra alla galleria del Milione sull’omonimo bollettino. Le facciate con finestre e scale cieche che popolano i paesaggi fantastici di questo periodo sono ai margini della tela: protagonista è il reperto archeologico classico, a metà fra una statua e un manichino. Già si presagisce, però, l’interesse di Paresce per gli orizzonti ampi, fatti di cielo e mare che di lì a qualche anno riempiranno le sue tele (e la sua vita: nel 1932 parte per un lungo viaggio in nave alle isole Figi); il pigmento chiaro è schiacciato verso i bordi della tela dal blu cobalto, pastoso e opaco, in cui Paresce lascia intravedere l’Orsa maggiore, un’anticipazione delle opere successive che realizzerà tra il 1932 e il 1933 e che figuravano accanto a questa nelle mostre di Milano.
Rachele Ferrario