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Giovanni Sottocornola (Milano 1855 - 1917)
Description
- Giovanni Sottocornola
- pastorella con gregge
- firmato e datato in basso a sinistra 1915 G. Sottocornola
- pastello su carta grigia, incorniciato
- cm. 70 x 100
Catalogue Note
Giovanni Sottocornola appartiene, da protagonista, al gruppo di artisti formatisi negli ultimi decenni dell'Ottocento alla scuola di Raffaele Casnedi e di Giuseppe Bertini presso l'Accademia di Brera. Interprete tra i più alti della fortunata stagione del realismo lombardo di fine secolo, voltosi poi a un delicato simbolismo intimista, Sottocornola si distingue per il taglio personalissimo con cui declina i temi della natura morta, della figura e del paesaggio, dedicandosi con maestria anche alla pittura a fresco e dagli anni Novanta del secolo ad una raffinata sperimentazione del divisionismo.
Il nucleo di opere ora presentato, proveniente dalla raccolta di un importante collezionista dell’artista unito al pittore anche da legami d’amicizia, comprende ogni principale aspetto e momento della carriera e della ricerca poetica del pittore, offrendone un compendio efficace nei temi e altissimo per qualità pittorica.
Chiacchiere e Piazza del Duomo. Studio per figura femminile (lotti 76 e 78) appartengono ad una sequenza di impressioni e studi dal vero sulla figura condotti dalla fine degli anni Ottanta. Per un decennio il pittore privilegia il tema iconografico dei lavoratori delle fabbriche milanesi e dei nuovi tipi urbani, elementi di identificazione della modernità e febbrile vitalità della metropoli, ormai in piena industrializzazione. La particolare sensibilità di Sottocornola si appunta qui in particolare sulla figura femminile; la “modernità” è interpretata attraverso l’immagine e le pose di una donna che lavora, che si trasforma, chiede spazio e si muove più libera negli abiti di nuova foggia. Una silhouette, un volto femminile, rivelati dalla luce dei primi lampioni elettrici, che affretta il passo tra le rotaie del tram in una piazza animata da brevi sagome in movimento; o una giovane operaia che con grazia leggera incrocia le compagne al mercato o all’uscita della fabbrica.
L’uso magistrale e meditato delle tecniche del disegno pittorico - matite, sanguigne, carboncini e pastelli - che caratterizza la produzione di Sottocornola, sostanzia temi e atmosfere, consegnandoci istantanee che colgono nel segno.
Dalla fine del secolo, in sintonia con le tendenze più aggiornate della cultura figurativa internazionale, la ricerca dell’artista si fa partecipe della tensione simbolista, coniugata ad una raffinata e personale ricerca nell’ambito del primo divisionismo. Gli amatissimi paesaggi lombardi e delicate figure femminili testimoniano nel Novecento il mondo poetico ed intimo dell’artista, che su questi temi elegge ora la complessa tecnica del pastello mezzo espressivo privilegiato: ne ottiene risultati qualitativi altissimi, tanto da essere considerato a ragione dalla critica “il più grande pastellista lombardo dell’ultimo Ottocento” (Bonardi, 1944, p. 7).
Raggiunta la piena e salda maturità nel suo percorso artistico, Sottocornola trascorre lunghi mesi dell'anno nell'alta Brianza fermando impressioni di paesaggi solari, nei quali ricorrono i luoghi più tipici delle Prealpi lombarde: il Resegone, le Grigne, i Corni di Canzo, animati da pastorelle e gruppi di pecore. Tra il 1910 e la morte, sopraggiunta nel 1917, realizza anche una felice serie di grandi paesaggi, a pastello o più raramente ad olio, esposti con l’apprezzamento della critica e del pubblico alle principali rassegne d’arte milanesi. Composizioni, specie quelle realizzate a pastello, di grande impegno, per le quali il pittore predilige l’inquadratura dell’ampio panorama del lago di Como offerto dal verde pianoro dei Corni di Canzo, sul quale colloca quiete greggi e pastorelle. Il virtuosismo maturo del pastellista predilige le luci del tramonto, che nella Pastorella con gregge (lotto 75) stagliano nel primo piano i profili della figura con sottili fili di colore rosa e arancio; egli affida ad una delicata e sapiente tessitura le ampie campiture dei piani e dei monti, con cui modula la materia pittorica seguendo l’andamento degli elementi della composizione. I colori della tavolozza restituiscono la personale cifra cromatica dell’artista, qui riconoscibile negli inconfondibili verdi vellutati posti a contraltare con il blu e l’azzurro venato di riflessi dorati dei suoi monti. Identica tavolozza e pari cura nell’esecuzione si riconosce ne L’albero (lotto 82), opera di paesaggio di dimensioni più contenute ma tuttavia assolutamente compiuta, splendente nel contrasto tra luce e ombra in primissimo piano, che dà misura e profondità alla composizione.
Entrambe le opere sono state eseguite sulla resistente carta grigia che l’artista utilizzava in grandi fogli, poi tagliati e riquadrati ai bordi a carboncino. Come i grandi maestri del passato, anche Sottocornola non ignorava infatti che le diverse carte consentono effetti pittorici assai diversi secondo il tipo di trama, di grammatura e di colore, filtrando i toni e incidendo sulla luminosità dell’opera. Questa assoluta e colta padronanza delle tecniche pittoriche assume valenza di ricerca nei pastelli di figura: si veda Madonna,(lotto 79) anch’esso su carta grigia, del 1914, e Bambina. Ritratto di Maria (lotto 80), realizzato su carta rosa tra il novembre del 1907 e il 1908, impaginato con una doppia riquadratura a carboncino che dà risalto e impreziosisce il volto adolescente, acceso da tocchi di rosa sulle labbra e sul colletto.
Nello stesso anno Maria, nata nel 1897 e figlia ultimogenita del pittore, aveva posato anche per un pastello d’intensa sensibilità simbolista, La rosa bianca, acquistato assieme ad altre opere dell’artista dal collezionista novarese Paolo Giannoni, e oggi conservato presso la Galleria d'Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni di Novara. Nel Ritratto di Maria ora presentato, alla morbidezza del volto dalla stesura densa, a filamenti compatti e sinuosi sfumati con instancabili passaggi di materia pittorica, ed al libero e non descrittivo gesto pittorico con cui il drappo copre la figura, Sottocornola contrappone uno sfondo dalla resa fortemente sperimentale. Qui egli applica per contrasto una tessitura a più colori e a trama allargata, con cui disegna geometrie aventi come mero pretesto il realismo dell’ambiente e degli arredi. In Madonna - raffigurazione dell’Annunciazione del Signore, come rivela la data del 25 marzo - regolari trame cromatiche e geometrie dominano ormai la composizione, raccolta in una preziosa cornice di gusto rinascimentale: la testa velata è essa stessa partecipe dello spazio che la circonda, in un insieme di volumi, piani e linee nei quali si riconosce l’attenzione da parte dell’artista verso le prove coeve del primo futurismo.
Bibliografia di riferimento: Ugo Bernasconi, Esposizione Postuma. Giovanni Sottocornola. 17 Marzo-8 aprile 1917, in “La Famiglia Artistica. Bollettino delle Belle Arti”, a. III, nn. 2-2, febbraio-marzo, Milano 1917; Dino Bonardi, Giovanni Sottocornola e altri maestri dell’Ottocento, Milano-Galleria Italiana d’Arte, Milano 1944; Giovanna Ginex, Giovanni Sottocornola. Dal realismo sociale al quotidiano familiare, presentazione di A. Scotti, catalogo della mostra, Milano-Circolo della Stampa, Milano 1985; Beatrice Buscaroli Fabbri, a cura di, Giovanni Sottocornola. Immagini da una collezione, catalogo della mostra, Milano-Galleria Silbernagl, Antea Edizioni, Milano 1991; Giovanna Ginex, Sottocornola, Giovanni, in La pittura in Italia. L'Ottocento, t. 2, Electa, Milano 1991, p. 1030; La Galleria d'Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni. Catalogo generale. Grafica, Comune di Novara, Silvana Ed., Milano 1993.
Giovanna Ginex