Lot 38
  • 38

Francesco Paolo Michetti (Tocco di Casauria 1851 - Francavilla al Mare 1929)

Estimate
15,000 - 20,000 EUR
bidding is closed

Description

  • Francesco Paolo Michetti
  • pastorella dormiente
  • firmato in basso a destra P Michetti
  • olio su tavola
  • cm. 19 x 38.5
  • Eseguito tra il 1870 - 1880 circa

Catalogue Note

Il dipinto che presentiamo è uno dei rari oli di Francesco Paolo Michetti, pittore di grandissima versatilità e straordinaria facilità esecutiva. Formatosi all’Istituto di Belle Arti di Napoli sotto la guida del Morelli, si orientò inizialmente verso il naturalismo palizziano, visibile in particolar modo nei soggetti animalisti del primissimo periodo; di quegli anni infatti sono numerose le tele rappresentanti pecore e vacche con le quali Michetti  riusciva a stabilire una singolare comunicazione, captandone la vitalità nella natura e lasciandosi affascinare dalle macchie di luce sui loro corpi, che egli riusciva a rendere in lesti studi.

Il periodo maturo del pittore, che va dagli anni ’70 agli anni ’80, e di cui fa parte anche il dipinto qui presente, vede l’utilizzo di colori più squillanti, impasti più fluidi e una pittura “spezzata”, elementi derivati dalla conoscenza con il Fortuny. E’ questo il periodo più creativo di Michetti il quale, specializzatosi nella categoria della pittura di genere, inserisce nei soggetti dei suoi dipinti la tematica dell’infanzia: pastorelle e pastorelli in costume, bimbi e bimbe vestite a festa, giovani esistenze rurali in sintonia con gli animali domestici e con l’ambiente naturale circostante; sono una serie di dipinti idillico-pastorale in cui traspare l’esaltazione dei sensi, degli aspetti e dei motivi che gli offrivano le creature e  i paesaggi della sua terra.

Nella Pastorella Dormiente che qui presentiamo notiamo come la pastorella, vestita con il tipico costume abruzzese, riposi soavemente immersa nella natura circostante; accanto a lei si avvicina una capretta non intimorita dalla presenza umana bensì incuriosita e desiderosa di avvicinarsi alla delicata figura dormiente. Ritroviamo la stessa tranquillità e compartecipazione con la natura circostante anche in un’altra tavoletta dello stesso periodo, intitolata sempre Pastorella Dormiente e della quale mostriamo la fotografia, in cui è presentato un primo piano della fanciulla immersa nei sogni e avviluppata dalla natura rigogliosa che la circonda. Michetti è in grado di cogliere l’intimità dei suoi soggetti con un’estrema attenzione ai particolari veristici ed un’incredibile spontaneità d’espressione; le numerose variazioni non transigono mai in quanto a fascino e verità. E’ interessante rilevare anche in questo dipinto come il realismo di Michetti si esplichi solo in alcune parti delle sue composizioni, infatti accanto a zone solo accennate, come ad esempio i contorni e la capretta in secondo piano, vi sono parti analiticamente perfezionate e finite, di un colore intenso e profondo.

E’ impossibile non notare lo charme che contraddistingue le figure del Michetti, soggetti non impegnativi che affascinano lo sguardo; entrambe le pastorelle sono figure estremamente attraenti: sono esseri freschi, appena affacciati alla vita, circondati da una natura vitale fra altre creature ugualmente vitali ed in crescita. Notiamo nell’olio qui presentato come la pittura di Michetti sia movimentata in macchie di colore e chiazze di luce, per dirla con le parole di Biancale è un: “pennelleggiare largo e sensibile, liberare come focherelli fatui, o come foglie volanti, tocchi di colore su maggesi, su marine, su prati, con effetto fantastico e come indipendente da qualunque necessità, senza scopo determinato” (Michele Bancale, Le serpi e gli storpi di F.P. Michetti, >, Maggio 1927, p.496). L’uso del colore vivace e brillante, l’infinita varietà tonale del paesaggio e la stesura a pennellate veloci, rendono queste scene pastorali estremamente vive e radiose. La preziosità di questo dipinto risiede anche nella piccolezza del formato il quale aderiva perfettamente ai gusti della committenza dell’epoca; piccole opere attraversate da una luce che ne sfrangia i contorni, che non definisce il soggetto ma lo penetra, che insieme alla macchia vivace ed al colore brillante è in grado di rendere la trasparenza dell’aria circostante.