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Giuseppe De Nittis (Barletta 1846 - Saint Germain en Laye 1884)
Description
- Giuseppe De Nittis
- signora in giardino
- firmato in basso a destra De Nittis
- olio su tavola
- cm. 18 x 12.5
Provenance
Exhibited
n. 107, illustrato
Literature
E. Piceni, De Nittis. Catalogo Generale dell'opera, Busto Arsizio 1982, Vol. II, n. 64
P. Dini, G.L. Marini, De Nittis. La vita, i documenti, le opere dipinte, Torino 1990, Vol. I, pag. 394, n. 465, illustrato
Catalogue Note
L'autenticità dell'opera stata confermata da Enrico Piceni, Milano, nel 1978
Allievo all’Istituto di Belle Arti di Napoli divenne presto insofferente nei confronti dell’ambiente accademico ed aderì con Cecioni alla Scuola di Resina. Attratto sia dal macchiaiolismo italiano che dall’impressionismo francese, il suo stile rimase in fondo estremamente personale. Inizialmente la sua pittura era decisamente salda e formata senza impoverimenti di chiaroscuro, successivamente seppe ottenere la prospettiva ed il contorno con il variare del tono, anziché con l’accentuazione del disegno.
E’ questo lo stile che ritroviamo nel dipinto che qui proponiamo nel quale, sebbene le linee del disegno non siano ben definite, le macchie di colore e l’alternarsi di tonalità conferiscono uguale spessore ai contorni. L’eliminazione del dettaglio deriva dallo stretto contatto con l’ambiente impressionista ed esalta, al posto della fisionomia esteriore, la dimensione intima della figura. Il giardino sullo sfondo è abbozzato con pennellate larghe e veloci di verde miste ad ocra, il visino della figura è messo un po’ in ombra dal cappellino azzurro grigio, il vestito disegnato da colpi di pennellate bianche e gialle e degli accenni di azzurro esalta l’eleganza della figura fine e signorile.
Si coglie una dimensione di quiete e tranquillità, la fanciulla è immersa nei suoi pensieri e il mondo intorno a lei sembra dissolversi. L’atteggiamento delicato ed armonioso è tipico della figura femminile ritratta, "...Una deliziosa figurina di quel Maestro dell'Eterno Femminineo che fu Giuseppe De Nittis" (E. Piceni, 1978)