Lot 164
  • 164

Giovanni Battista Salvi, detto Sassoferrato

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Description

  • Giovanni Battista Salvi, detto Sassoferrato
  • madonna
  • antica etichetta sul telaio con il N. 29
  • olio su prima tela

Catalogue Note

La tela fa parte della serie delle “Madonne dall’ampio mantello bianco” di cui si conoscono almeno una quindicina di versioni, tutte testimonianze delle diverse repliche realizzate dall’artista del soggetto, variate per impostazione (a mezzo o a busto intero) o per declinazione di alcuni dettagli (presenza o meno dell’aureola, variazioni nel panneggio del manto, lembo della camicia che spunta sotto la veste). Piccole differenze che aiutano però a riconoscere la mano del maestro, che qui è oltretutto confermata dall’ottima fattura e dall’alta qualità della pennellata.

Il prototipo del nostro dipinto è da rintracciare nella versione della Galleria Doria Pamphilij di Roma e deriverebbe da una composizione di Guido Reni, nota attraverso diverse incisioni. È però il Sassoferrato a diffonderne l’iconografia, anche fuori Italia, decretando il successo che questo genere di raffigurazione conobbe, non solo nel collezionismo devozionale, e facendo del suo autore l’artefice dell’avvio dell’icona della Madonna più diffusa persino di quella di Raffaello. È in effetti questo il genere di pittura più praticata dall’artista, che alla realizzazione di pitture murali e pale d’altare ha preferito quella di delicati quadri devozionali, i cui soggetti intimi e le cui dimensioni contenute meglio rispondevano alle nuove esigenze iconografiche del culto cattolico del momento, più moderato e riflessivo dopo gli eccessi della Controriforma.

Per taglio della composizione e per corrispondenza nei dettagli degli abiti, la nostra Madonna si rivela del tutto simile alla versione del Castello Sforzesco di Milano, anche se l’assenza dell’aureola l’avvicina alla Madonna della Collezione Doria.
Il viso ha lineamenti semplici e delicati, belli e mai leziosi, di una regolarità ideale che sembra leggermente contrastare con la genuinità un po’ popolare di alcuni tratti, che assumono però un’immediatezza e una forza comunicativa inaspettata. L’espressione dei sentimenti, garbati e dolci, non è forzata; dominano anzi una profonda naturalezza e una rassicurante serenità.
La composizione trasmette un forte equilibrio, rafforzato dal drappeggio pieno, quasi pesante, che inquadra la Vergine, conferendole un senso di presenza fisica. La luce scolpisce le forme con potenza, facendole emergere dal fondo scuro e creando un senso atmosferico attorno alla figura della Madonna, un senso di presenza dolce che sembra spandersi attorno.