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opere provenienti dalla collezione fiorella casciaro de rosa, di villa casciaro, napoli (dal lotto 92 al lotto 182) Giuseppe Casciaro (Ortelle 1863 - Napoli 1945)
Description
- Giuseppe Casciaro
- gruppo di vari paesaggi
- firmato e alcuni anche datati
- pastello su carta, gruppo di 9, incorniciati
- il più grande: cm. 23.5 x 16
Catalogue Note
Giuseppe Casciaro ha attraversato la seconda metà dell’ottocento e i primi quattro decenni del novecento con la stessa inguaribile passione per lo studio dal vero della natura e l’inesauribile vocazione a dipingere quando l’impressione della natura è ancora calda. Cogliendo la natura sul fatto, ponendosi in immediato contatto con il vero, l’artista ha preservato nella sua opera, l’identità e lo spirito della pittura di paesaggio italiana, ben oltre l’epoca della sua massima maturazione. Con Casciaro la vitalità dello studio di paesaggio o “études d’après nature” non è ancora esaurita e nei suoi paesaggi riconosciamo la stessa forza di convinzione che aveva animato nella prima metà dell’ottocento la feconda stagione della pittura di plein air napoletana a partire da Pitloo e da Giacinto Gigante, (una stagione che era stata all’avanguardia, per la nascita di una moderna pittura di paesaggio italiana).
Contributi recenti confermano che la grande rivoluzione prodotta da Pitloo in Accademia e portata avanti dall’irregolare Gigante aveva subito un arresto, sia per la nomina di Smargiassi alla cattedra di Paesaggio, avvenuta subito dopo la morte improvvisa di Pitloo, sia per la mancanza di un programma innovativo di studio del paesaggio, (in Francia Valenciennes con il suo Reflexions et conseils sur le genre du paysage, nelle edizioni del 1800 e 1820, aveva fornito un programma a uso dei giovani allievi). L’arte è per Casciaro “l’impressione che l’uomo risente innanzi alla natura e l‘artista è un traduttore che interpretare con il suo sentimento e il suo stile”(nota 122), partecipando all’origine intensa e germinale della natura. L’arte ha dunque per scopo il sentimento della natura e per compito di catturare una percezione unica e evanescente quando “ti trovi davanti un’espressione della natura che ti commuove”(nota 98). Questo legame alle radici più profonde della vita naturale, che è la fonte dell’ispirazone lirica dei suoi studi, caratterizza le 41 opere di Giuseppe Casciaro per la prima volta esposte pubblicamente - provenienti da Villa Casciaro attraverso l’erede Fiorella Casciaro De Rosa - che l’artista amava tenere per se, gelosamente custodite nelle stanze inacessibili della storica Villa Casciaro, sottratte allo sguardo degli amatori fino ad oggi, perché come ricorda Sergio Ortolani, Casciaro per amore dei propri studi dal vero, era portato a “ tesaurizzare i propri originali e cedere agli amatori, in luogo degli originali, le copie che ritraeva nel chiuso dello studio”(S.Ortolani, 1947-1948).
Le 41 opere di Giuseppe Casciaro per lungo tempo gelosamente custodite e oggi pubblicamente esposte per volontà dell’erede, finalmente consentiranno di conoscere non la maniera ma l’arte di Casciaro in tutta la sua forza originale e sorgiva, che è pari - per appassionata partecipazione - alla forza perennemente sorgiva della natura e di intendere il profondo significato dell’amore di Casciaro per tutto ciò che forniva nel paesaggio napoletano, il soggetto dei suoi studi. E’ Casciaro a concludere,scorgendo le condizioni di una superiore validità artistica del paesaggio, “Affinché la natura si riveli senza riserve, bisogna non solo che sia convinta dell’amore del poeta, ma bensì della religione di codesto amore” (Taccuini nota 167).