Lot 65
  • 65

Cesare Maggi (Roma 1881 - Torino 1961)

bidding is closed

Description

  • Cesare Maggi
  • maremma, la pineta lungo mare
  • firmato in alto a destra e datato 923
  • olio su cartone pressato applicato su tavola
  • cm. 49 x 69.5

Catalogue Note

Naturalista convinto e coerente, Cesare Maggi fu sempre orientato all’espressione di una realtà obiettiva in cui poco spazio veniva concesso alla diffusione di un suo mondo interiore. L’artista non era toccato da problemi ideologici, razionali o filosofici nel campo dell’arte, ma il suo universo pittorico seguì esclusivamente l’istinto.
Come naturalista si pose per lo più nella condizione di esprimere la realtà di tutti, importante motivo del suo successo “… era un pittore popolare perchè nei suoi quadri il pubblico leggeva con chiarezza e prontezza le intenzioni dell’artista…” (Bernardi, 1961). Ciò significa che il pittore riportava sulla tela un vero visibile alla portata di ciascuno e in cui ciascuno poteva riconoscersi. Concede ampio sfogo alla propria vena artistica utilizzando colori di brillanti intensità cromatiche e conferendo alla luce un ruolo vitalizzante. Nei suoi dipinti si riconoscono toni splendenti abilmente scalati ed armonizzati, atmosfere nitide, rarefatte e pure, il tutto reso da una pennellata libera e grossa intervallata dall’ uso di generose svirgolate a spatola. L’amore dell’artista per i paesaggi è schietto, prepotente: è la scelta di un ambiente che lo incanta, grandioso, un soggetto che di per sé evoca una carica di potenza espressiva. Egli si pone in modi differenti alla ricerca di una nuova tecnica pittorica personale, a metà tra il divisionismo di Segantini, del quale conserva la predilezione delle luminosità intense, e la tradizione paesaggistica piemontese.
Ciò che distingue la personalità di Maggi e la umanizza è il suo non cristallizzarsi in una conquistata posizione ma il sentirsi e rivelarsi sempre attuale nella ricerca di nuovi modi espressivi, nell’aperto sensibile interesse ad ogni nuovo motivo, cercando modulazioni più aderenti all’evolversi della sua personalità. Lo stesso artista racconta: “E sì che potrei fare molto in studio, perché, grazie a Dio, ho una memoria del colore assai forte. Ricordo che una volta, Delleani, venuto nello studio e osservato a lungo un mio paesaggio, m’abbracciò, mi espresse il suo favorevole giudizio e mi disse: - Eh! Caro Maggi, che cosa vuol dire fare dal vero…- Non ebbi il coraggio di svelargli che l’avevo dipinto in studio”.

Lotto proveniente da impresa, valore di aggiudicazione soggetto ad iva del 17.5%