Lot 122
  • 122

Pietro Paolini e bottega Lucca 1603 - 1681

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Description

  • Pietro Paolini
  • Allegoria della Pittura; Allegoria della Musica
  • olio su tela, una coppia

Exhibited

Firenze, Biblioteca Riccardiana, 21 dicembre 1998-20 marzo 1999.

Literature

P. Giusti Maccari, in Carte di Scena, Firenze (Biblioteca Riccardiana) 1998, pp. 51-2, cat. nn. 1 e 2, illus. figg. 3 e 4 (come Pietro Paolini, con collaborazione di qualcuno dei suoi allievi).

Catalogue Note

Come ci fa notare Giusti Maccari nel suo scritto "Carte di scena", le nostre opere appartengono al clima artistico creato dall'Accademia dal naturale aperta a Lucca attorno alla metà del Seicento da Pietro Paolini.  Molti di questi quadri da cavalletto sono da leggere in chiave allegorica e la loro iconografia porta al tema della vanitas, come nell'Allegoria della Pittura dove il motto sul cartellino  "Ars Longa Vita Brevis" e la presenza del teschio sottolineano il messaggio memento mori. Così come nell'"Allegoria della Musica" è il giovane musico a trasmetterci il messaggio che non lui ma la sua arte si sottrarrà al passare del tempo.
A tali iconografie Pietro Paolini fu avviato dal clima artistico e culturale vissuto a Roma intorno agli anni Venti dove insieme a pittori quali Salvator Rosa, Filippo Napoletano e Monsù Desiderio diede vita ad un movimento artistico fortemente critico verso la pittura ufficiale, deciso ad esplorare tematiche esoteriche e negromantiche. 
Di particolare interesse è il naturalismo con il quale Paolini rappresenta i nostri personaggi incorniciati da una 'finestra' dipinta a trompe l'oeil, dalla quale debordano sia le figure che i loro simboli allegorici ed il forte chiaroscuro dei volti che testimoniano il suo alunnato presso  Angelo Caroselli a Roma.
Giusti Maccari (op. cit.) ipotizza che questi due dipinti, pur essendo di concezione di Paolini stesso, possano essere il prodotto di una collaborazione fra il maestro e qualcuno dei suoi numerosi allievi nell'Accademia.