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Cerchia di Nicolas Poussin
Description
- Nicolas Poussin
- baccanale
- antiche etichette sul retro, una recante il numero 26
- olio su tela
Provenance
Collezione Mendoza, sino al 1936;
Milano, asta Galleria Pesaro, "le collezioni Agosti e Mendoza", gennaio 1936, lotto 258, riprodotto tav. LXV, come Nicola Poussin;
Collezione Privata
Catalogue Note
Il "Baccanale" fu uno dei temi classico-mitologici più raffigurati da Nicolas Poussin nei suoi primi anni romani. Esso riflesse lo studio da parte del pittore dei grandi dipinti di Tiziano provenienti da Ferrara, un tempo a Roma, divisi tra le collezioni Ludovisi e Aldobrandini. Tra i riti in onore degli dei pagani, Bacco celebra la fecondità della natura e del vino, simbolo pagano e allo stesso tempo cristiano, inteso come sacrificio e fonte di vita.
Il nostro dipinto, proveniente dalle collezione Mendoza, fu in passato attribuito a Poussin. Oggi tale attribuzione non pare più fondata, ma si tratta certamente di un'opera dipinta da un artista a lui molto vicino. Il nostro pittore, riprende topoi tipici di Poussin: la composizione della scena, in cui non mancano i putti spettatori onnipresenti nei dipinti del maestro, è organizzata intorno ad un fulcro centrale in cui scorgiamo Bacco accanto all’erma, la cui testa viene incoronata da una ninfa.
La quinta arborea che scandisce la composizione in profondità sembra richiamare quella del Trionfo di Pan, capolavoro di Poussin conservato alla National Gallery di Londra, in cui l’artista è debitore della grande pittura veneta del primo Cinquecento ed in particolare del Festino degli dei di Giovanni Bellini conservato alla National Gallery di Washington.