Lot 27
  • 27

Ippolito Caffi (Belluno 1809 - Lissa 1866)

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Description

  • Ippolito Caffi
  • festa notturna sul molo di san marco in occasione dei festeggiamenti per l'arciduca massimiliano d'asburgo
  • firmato in basso a destra

  • olio su carta applicata su tela
  • cm. 32 x 51
  • Eseguito nel 1858 circa

Catalogue Note

Reca etichetta sul retro: Serenata sul bacino di San Marco e fuochi di Bengale sul Molo e sulla Piazzetta

Il dipinto va identificato come uno studio preparatorio al grande dipinto (di cui esistono tre versioni una al Castello di Miramare a Trieste, una in collezione privata a Milano ed una terza più piccola alla Galleria d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro a Venezia; Il Veneto e l’Austria. Vita e cultura artistica nelle città venete 1814-1866, catalogo della mostra a cura di S. Marinelli, G. Mazzariol, F. Mazzocca, Milano, Electa, 1989, pp. 235-237 n. 167) in cui Ippolito Caffi, appena rientrato a Venezia dopo un lungo esilio grazie all’amnistia concessa dal nuovo Viceré del Lombardo Veneto l’arciduca Massimiliano d’Asburgo, ebbe nel 1857 l’incarico dal sovrano stesso (la versione triestina) e dal suo gran ciambellano, il conte Giuseppe Archinto (la versione milanese), di ricordare i festeggiamenti, culminati in una grande luminaria e relativi fuochi d’artificio sparati nel bacino di San Marco, organizzati per il suo ingresso nella Serenissima. L’arciduca fu presente in città nell’agosto di quell’anno insieme alla moglie Carlotta, inaugurando in quell’occasione l’ampliamento del molo prospiciente la piazza di San Marco e il Palazzo Ducale,  per creare un’ampia riva destinata al passeggio pubblico. Caffi ambientava il grande  quadro commissionatogli proprio in quel luogo, lasciandoci una delle più belle immagini della Venezia notturna di tutto l’Ottocento. 
Da notare lo straordinario taglio panoramico, la cui ampia articolazione serve per dare il massimo respiro all’immagine e descrivere quello che è avvenuto, in quella magica notte,  fra il cuore monumentale della città, le acque della laguna ed  il cielo, dove la luna si affaccia tra le nuvole, cercando di gareggiare con la sua luce con i bagliori che vengono dalla terraferma e dall’acqua. Il pittore dimostra, come in altre occasioni, una straordinaria forza descrittiva e il grande virtuosismo nella capacità di saper modulare, nel vasto spettro dell’immagine di questa veduta, gli effetti di luce provenienti, con una vertigine quasi pirotecnica, da fonti e situazioni diverse.

Si ringrazia il Prof. Fernando Mazzocca per aver redatto la scheda di questo dipinto.