Lot 170
  • 170

Gerolamo Induno (Milano 1827 - 1890)

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Description

  • Gerolamo Induno
  • lezione di musica
  • firmato in basso a sinistra e datato 1871; Iscritto sul retro del telaio: In tempo di pace
  • olio su tela
  • cm. 64 x 86

Exhibited

Milano, Castello Sforzesco, Mostra Retrospettiva di Domenico e Gerolamo Induno, 1933 

Literature

G. Nicodemi, Domenico e Gerolamo Induno, Milano 1945, tav. n. 162, illustrato

Catalogue Note

Questo dipinto importante, comparso alla fondamentale Mostra retrospettiva di Domenico e Gerolamo Induno, organizzata al Casello Sforzesco di Milano nel 1933 da Giorgio Nicodemi e ripubblicato nella celebre monografia dedicata dallo stesso studioso ai due popolari fratelli artisti (G. Nicodemi, Domenico e Gerolamo Induno, Milano, Editore G. G. Gorlich, 1945, tav. n. 162), è una delle prove migliori tra le scene domestiche che rievocano la vita felice del XVIII secolo, una vera e propria sottospecie nell’ambito della pittura di genere che ha goduto molta fortuna presso il collezionismo ed il mercato internazionali nella seconda metà dell’Ottocento, grazie anche l’incoraggiamento di mercanti influenti come Goupil  e l’impegno di pittori celebri sulla scena parigina,  come Meissonier, Fortuny, Boldini , ma anche il tedesco Menzel, ed i loro numerosi epigoni. 
In Italia è stato proprio Gerolamo Induno, insieme a Mosé Bianchi, il protagonista di questo repertorio neosettecentesco, o neorococò, particolarmente accattivante e congeniale al gusto borghese che ha conosciuto anche presso di noi grande fortuna. Quindi negli anni settanta, in dipinti come questo o come il suo ideale pendant costituito dalla Lezione di ballo (riprodotto sempre da G. Nicodemi, op. cit., tav. 163), Gerolamo mostra di voler abbandonare l’impegno celebrativo dei grandi quadri militari e quello sentimentale delle scenette risorgimentali che avevano caratterizzato la sua stagione precedente, per cimentarsi in questi temi evasivi, molto piacevoli, graditi al pubblico anche perché ricordavano quel buon tempo antico, quando la vita trascorreva in una dimensione frivola e galante. Induno ha saputo interpretare benissimo questo spirito, smorzandone quella che poteva apparire come una dimensione stucchevole con una garbata vena ironica legata alla fine osservazione del costume come delle psicologie, in una dimensione da commedia che può assumere, come nella efficace figura della madre, ritratta mentre  si addormenta con il cane in grembo facilitando quindi l’incontro malizioso dei due giovani che avrebbe invece dovuto sorvegliare, accenti quasi goldoniani. Ma quello che più conta è la maestria davvero stupefacente  del pittore che, descrivendo con minuziosa raffinatezza figure, costumi, arredi e i dettagli dell’ambiente, da prova di sapersi misurare con i grandi campioni europei del genere e restituire così, attraverso le seduzioni di una pittura sapientemente modulata, l’incanto di quei tempi sereni.

Si ringrazia il Prof. Fernando Mazzocca per aver redatto la scheda di questo dipinto.