Lot 148
  • 148

Antonio Mancini (Roma 1852 - 1930)

bidding is closed

Description

  • Antonio Mancini
  • nudo femminile
  • firmato in basso a destra
  • olio su tela
  • cm. 133 x 70.5

Literature

V. Galetti, E. Camesasca, Enciclopedia della pittura italiana, Milano 1951, Vol. F-O, pag. 1528, illustrato
A. Schettini, La Pittura Napoletana dell'Ottocento, Napoli 1967, tav. 225, illustrato

Catalogue Note

Il dipinto che proponiamo illustra un nudo di una donna borghese nella piena consapevolezza della sua appartenenza sociale, una consapevolezza, da un lato, euforica e,dall’altro, implicitamente evocata da elementi che si risolvono in pura decorazione pittorica come, per esempio, i fiori che rendono l’ambiente allegro, accogliente e sfarzoso. La donna non sembra intimidita dal fatto di essere nuda, ma sorride con naturalezza. La pennellata è sciolta e pastosa, il tocco fluido e sicuro è vivificato da un’intuitiva capacità di dosare luci ed ombre.
Ugo Nebbia scrive: “Sono sempre quelle sue profusioni dense e tumultuose di pasta colorata grazie alle quali, quasi più per magia che per virtù di pittura, sembra balzar tanta vita e luce, con un’intensità vibrante e suggestiva da distruggere persino tutta questa materialità di sostanza”.
Mancini era un maestro nel graduare i toni del colore, dimentico di tutto ciò che lo circondava non appena iniziava a dipingere, in quanto scopo del suo lavoro era la riproduzione de “la vie”.
Nell’opera si nota come, per ottenere una ancora migliore produzione della realtà, Mancini abbia sviluppato un suo sistema personale con l’ausilio di un reticolato. Egli metteva davanti al modello un telaio, a cui erano attaccati fili orizzontali, verticali e diagonali, che gli consentiva di determinare esattamente le dimensioni. Stendendo una griglia delle stesse proporzioni sulla tela poteva, a suo parere, giungere ad una perfetta proporzione del modello.
Jacobson, a questo proposito, scrive: “… stende sulla tela i colori e le tonalità a scatti e quando si avvicina alla tela per, come posso dire, spingere, girare, stendere gentilmente il colore dietro ai quadrati del reticolato, geme e si lamenta come se quelle tonalità a cui sta dando vita gli venissero strappate di dosso…”