Lot 37
  • 37

Giacinto Gigante (Napoli 1806 - 1876)

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Description

  • Giacinto Gigante
  • il molo di napoli
  •  firmato in basso a sinistra, iscritto e datato Nap. 1842
  • acquerello su carta applicata su cartoncino, incorniciato
  • cm. 24 x 38.5

Provenance

Collezione Duchessa De Blacas
Collezione del Duca di Bordeaux

Exhibited

Napoli-Budapest, Istituto Italiano Cultura Budapest, Napoli nella gouaches del 700 e 800, 1990, pag. 109, illustrato
Napoli, All'ombra del Vesuvio. Napoli nella veduta europea dal Quattrocento all'Ottocento, 2003, pag. 389-390, illustrato a pag. 171(misure errate)

Literature

Catalogo dell' Arte Italiana dell'800, Milano 1985, Vol.14, pag. 259, illustrato

Catalogue Note

L’acquerello che presentiamo faceva parte di un album da collezione di Henri Duca di Bordeaux (1820-1883), il futuro Re Enrico V di Francia e di Navarra,  figlio del Duca di Berry e nipote di Carlo X che abdicherà in suo favore nel 1830.

I disegni e gli acquerelli, raccolti insieme e rilegati con una copertina che recava l’iniziale del re sormontata dalla corona reale, gli erano stati donati nel tempo da artisti, membri della sua famiglia e amici. Il nostro acquerello reca la firma dell’artista, ma anche, sul foglio dell’album su cui è inserito, il nome del donatore dell’opera: si tratta della Duchessa De Blacas, che con buona probabilità (come è indicato nel catalogo della mostra tenuta a Napoli nel 1990 e intitolata All’ombra del Vesuvio. Napoli nella veduta europea dal Quattrocento all’Ottocento, p. 390) è da identificare nella moglie dell’ambasciatore di Francia a Napoli Pierre Louis Duca di Blacas D’Aulps, morto a Praga nel 1839, acquirente già di Anton Sminck Pitloo.

Il dono della veduta al futuro re si giustifica anche per il rapporto biografico che lo lega alla città partenopea in quanto figlio di Carolina di Borbone e nipote di Francesco I re delle Due Sicilie.

La scena, ad acquerello e china, rilevata a biacca, inquadra il molo di Napoli, sovrastato dalla collina del Vomero, sulla cui sommità si individuano il castello Sant’Elmo e la Certosa di S. Martino. Sul lungomare, invece, si staglia la mole dell’altro importante forte angioino, il Castel Nuovo. L’acquerello può essere messo in relazione con un disegno dell’artista che riprende la stessa veduta del molo, ma allargandone l’inquadratura (si veda il catalogo della mostra tenutasi ad Atene e  intitolata Napoli e la Campania Felix. Acquerelli di Giacinto Gigante, Napoli, 1983, p. 24, cat. 13, illustrato).

La veduta in esame, costruita con precisa coerenza prospettica, ci restituisce, attraverso una magistrale tecnica pittorica, tanto la particolareggiata realtà viva e animata della Napoli di pieno Ottocento quanto la resa atmosferica e la luminosità del paesaggio.