Lot 32
  • 32

Carlo Brancaccio (Napoli 1861 - 1920)

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Description

  • Carlo Brancaccio
  • impressioni di pioggia in piazza trieste e trento
  • firmato in basso a sinistra e iscritto Napoli
  • olio su tela
  • cm. 47.5 x 70.5

Catalogue Note

Carlo Brancaccio, apprezzato paesaggista, seppe ritagliarsi una sua cifra personale equidistante da altri artisti con cui condivideva le tematiche. Predilesse  gli scorci e le vedute ambientate a Napoli e fu sempre vivace nell’illustrazione di movimentate scene di vita quotidiana dipinte “en plein air” . Il dipinto che proponiamo, riproduce in una grigia e piovosa giornata, piazza Trieste e Trento vista dalla monumentale piazza Plebiscito. L’artista con la sua tipica e spiccata vena narrativa indugia sui passanti soffermandosi sulle due donne in primo piano, i cui abiti rivelano una condizione sociale di stampo borghese. A sinistra il Gran Caffè Gambrinus è riconoscibile dalle lampade esterne per l'illuminazione elettrica che la direzione del caffè utilizzò fra i primi a Napoli. Il Gran Caffè Gambrinus,  fu  inaugurato la sera del 30 ottobre 1890 dopo una  ristrutturazione durata sei mesi sotto la direzione dall’architetto Antonio Curri. Oltre 40 persone tra artisti e decoratori furono impiegati dal Curri per portare a compimento il suo progetto ed  inoltre, fu sempre lui ad  aggiungere alla dicitura di «Gran Caffè», la parola «Gambrinus»  in onore del leggendario re germanico probabile inventore della birra. 
A destra tra i due palazzi è riconoscibile la chiesa di S. Ferdinando e in fondo si intravede la cupola della Galleria Umberto I, anche questa progettata  dall’architetto Curri.
L’opera si colloca  nella prima fase dell’artista dopo l’esecuzione del dipinto “Un giorno di pioggia in via Toledo”  presentato all’esposizione della società Promotrice di Napoli nel 1888 e si può datare con una certa approssimazione intorno agli anni 90 dell’ottocento. Impressioni di pioggia in Piazza Trieste e Trento possiede alcuni elementi tipici della pittura di Brancaccio fin de siècle come l’ampio impianto prospettico e la raffinata impostazione coloristica della composizione che, quasi monocromatica, è ravvivata in alcuni tratti da pennellate di colore più accese, senza che l’equilibrio ne risenta.
Dopo un lungo soggiorno a Parigi, Brancaccio farà uso di una tavolozza più brillante e di un tocco più moderno, che potremmo definire vagamente impressionistico.  


Si ringrazia il Prof. Cesare Corbara per aver redatto la scheda dell'opera.