Lot 124
  • 124

Domenico Morelli (Napoli 1826 - 1901)

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Description

  • Domenico Morelli
  • la preghiera di maometto prima della battaglia
  • firmato in basso a sinistra
  • olio su tela
  • cm. 53 x 119.5
  • Eseguito nel 1855

Provenance

Principe di Trabia, Palermo

Exhibited

Esposizione Nazionale di Palermo, 1891-1892
Napoli, Mostra Triennale delle Terre Indiane d'Oltremare, sezione d'arte retrospettiva, 1941

Literature

S. Di Diacomo, Domenico Morelli pittore, Roma-Torino 1905, pag. 110, citato
P. Levi, Domenico Morelli nella vita e nell'arte, Roma-Torino 1906, pag. 304, illustrato
V. Spinazzola, Domenico Morelli, Milano-Roma 1925, Tav. 52, illustrato
Catalogo mostra, Il secondo Ottocento Italiano, Milano 1988, pag. 327, citato 

Catalogue Note

Memorabile protagonista della cultura postunitaria, Domenico Morelli fu  interprete originale e tra i più  complessi del secondo ottocento italiano.  Si formò all’Istituto di Belle Arti di Napoli imponendosi con l’opera Gli Iconoclasti  esposto alla Biennale Borbonica del 1855 e alla I Esposizione Italiana di Firenze nel 1861. Il dipinto Gli Iconoclasti segnò anche il successivo passaggio a  una fase di storicismo-romantico che, legata all’influsso dello storico Pasquale Villari si può estendere fino all’ultima versione  del Tasso e Eleonora D’Este. Successivamente con Le tre Marie al Calvario, che coincide con l’ abbandono delle tematiche storico-romantiche, si sensibilizzò maggiormente verso temi simbolico-religiosi  attinti  da episodi tratti dalla Bibbia e dal Corano. Quest’ultima fase, convergente con il suo momento internazionale di maggior successo, fece di Morelli una sorta di "pittore-filosofo" interprete degli evangelisti e dei soggetti biblici che più tardi arricchì la sua produzione anche di tematiche legate al mondo orientale e alla sua religione.

Maometto e il suo esercito prima della battaglia si colloca in questo preciso momento nel percorso artistico di Domenico Morelli ed è strettamente correlato,  per la tematica e per le dimensioni, all’omonimo dipinto del Museo Civico Revoltella di Trieste che  eseguito nel 1882 fu comprato nel 1887 per 10.000 lire dalla direzione del museo > come più tardi annoterà l’artista nel suo diario. 

Il dipinto proposto fu comprato dal Principe Trabia grazie alla mediazione dello scultore palermitano Mario Rutelli e al conclusivo e amichevole intervento dell’onorevole D’Ondes che ne fissò il prezzo, ancora ignoto allo stato attuale delle ricerche.

In questo dipinto il Morelli, confermandosi ottimo colorista dotato di estrema abilità tecnica, si sofferma nel momento che precede la battaglia riuscendo a trasformarlo in uno straordinario evento di presa visiva, realizzato secondo il dettato della macchia, con un tratto sommario che sintetizza le luci, le ombre e i contorni delle figure. Per esaltarne gli effetti luministici, l’autore utilizza la macchia come elemento di contrasto all’interno della composizione che si concretizza nella folta concentrazione delle figure dei fedeli. Per questo motivo la scena è ambientata nelle ore  pomeridiane, in cui le ombre si allungano e i toni si fanno più caldi e l’artista  può meglio giocare sull’alternanza dei toni, anticipando ai gialli e agli ocra i toni freddi dei bianchi e dei blue. Infine il dipinto è diviso virtualmente da una diagonale che contrasta l’affollata e variopinta concentrazione delle figure degli arabi in preghiera a cui antepone l’ampia zona quasi monocromatica del deserto dove la pennellata di Domenico Morelli si fa più sobria e diventa più sostanziale e meno appariscente.


Si ringrazia il prof. Cesare Corara per aver redatto la scheda dell'opera.