- 226
Afro
Description
- Afro
- Ritratto di Turcato
- firmato e datato 942
- olio su tela
- cm. 62,5x73
Exhibited
Udine, Castello di Udine-Galleria d'Arte Moderna, Dino, Mirko, Afro Basaldella, 1987
Milano, Palazzo Reale, Afro dipinti 1931-1975, 1992, illustrato a colori
Roma, Palazzo delle Esposizioni, Sotto il cielo del ’44. Storia, Arte e Cultura dalla Guerra alla Liberazione, 1994-1995, pag. 94, illustrato
Roma, Palazzo Venezia, "Afro, il colore" . Dal paesaggio all'astrazione, 2003, pag. 24, illustrato a colori
Literature
L. Venturi, Afro, in "Commentari", Roma 1954, a. V, fasc. 3, pp. 245-252
L. Venturi, Afro, Roma 1954
L. Venturi, Pittori Italiani d'oggi, 1958
L. Lambertini, Finalmente Roma celebra Afro, in "Il Gazzettino", Venezia 1978, illustrato
G. Pauletto, La retrospettiva dell'udinese Afro a Roma, in "Sagitaria", Pordenone 1978, illustrato
L. Perissinotto, Afro a Villa Manin, in "Quaderni della Face", Udine 1979, n. 53, pp. 11-12
E. Crispolti, I Basaldella Dino Mirko Afro, Udine 1984, illustrato a colori
P.R. Panoramica sul Triveneto: da Udine a Piazzola a Venezia, in "Il Gazzettino", Venezia 1987, illustrato
P. Rizzi, I Basaldella, in "Il Gazzettino", Venezia 1987
G. Montenero, Tre, ciscuno per sè in "Il Piccolo", Trieste 1987, illustrato
M. Graziani, Afro. Catalogo Generale Ragionato , Roma 1997, pag. 57, n. 133, illustrato a colori
Catalogue Note
Negli anni della Seconda Guerra Mondiale Afro vive principalmente a Venezia, dove nel 1941 riceve l’incarico di insegnante di mosaico presso l’Accademia delle Belle Arti. Questo favorisce l’incontro con artisti e critici attivi nella città, come Turcato, Viani, Vedova, Pizzinato, Santomaso e Marchiori. L’amicizia con Turcato e Vedova è testimoniata anche dalla famosa vicenda di Afro che aveva lasciato ai due pittori veneti il suo studio, ritrovandolo poi sottosopra, tra una poltrona distrutta, perchè ne avevano usato la pelle per ripararsi le scarpe e il bagno invaso dai tubetti di colore.
La pittura di Afro degli anni Quaranta si può considerare ancora formativa. Tuttavia, si assiste in questo periodo al progressivo abbandono dei modi che lo avevano avvicinato allo stile di Cagli e di Mafai e al muoversi verso nuove soluzioni pittoriche, più consapevoli del linguaggio artistico internazionale. Questo dipinto ne è un esempio: se da una parte si nota ancora la fedeltà alla pittura figurativa e tradizionale che aveva caratterizzato gli anni precedenti, dall’altra è evidente un aprirsi verso moduli stilistici nuovi, vicini alla pittura francese dei primi anni del Novecento: da Cezanne a Van Gogh, Braque e Matisse. Non a caso sul tavolo, in primo piano, si vede appoggiato un libretto con scritto il nome di Cezanne. Le linee si fanno più aspre e angolose e i colori perdono il loro naturalismo, si accendono e si fanno più pastosi, segnando un progressivo avvicinamento a quella pittura delle grandi macchie prive di confini, in cui il colore quasi si scioglie sulla tela, che caratterizzano la maturità di Afro negli anni Cinquanta e Sessanta.