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Afro
Description
- Afro
- Porto delle Galere
- firmato e datato 58; intitolato sul telaio
- olio e tecnica mista su tela
- cm. 87x129,5
Provenance
Exhibited
Literature
Catalogue Note
Alla fine degli anni Cinquanta, la pittura di Afro giunge alla sua piena maturazione e all’apice della sua definizione formale.
E’ il momento in cui l’artista trascorre lunghi periodi negli Stati Uniti e nei quali instaura con la cultura americana un rapporto privilegiato, entrando in contatto con collezionisti, direttori di musei e artisti, fin dal 1950, data della sua prima mostra presso la Catherine Viviano Gallery di New York.
Sono gli anni in cui Afro accentua il senso di abbandono della realtà che già caratterizzava le tele dell’inizio del decennio. La realtà fornisce ad Afro solo lo spunto alla costruzione del quadro, il resto è memoria, evocazione, di sentimenti, di apparizioni interiori. Una presa di distanza dalla realtà le cui ragioni sono anche quelle dell’inquietudine psicologica di Afro, della sua solitudine, del suo dramma individuale, dei suoi timori di un contatto con le cose. Tutto questo è espresso nelle tele che si riempiono di dolorose apparizioni, dei suoi ricordi e sentimenti che diventano macchie di colore, in cui la realtà non è totalmente abbandonata, ma resta una presenza sottile e implicita e in cui la pittura diviene essa stessa sentimento e non la sua rappresentazione.
"La fantasia di Afro si spalanca su silenziose sospensioni, lunghi e improvvisi vuoti della coscienza: plana nel limite rabbrividente dell’inconscio e si immerge nella massa fluida, come un sommozzatore che, infranto lo specchio luminoso del mare, di colpo si trova davanti a un mondo nuovo e diverso, muto e denso, ovattato e brulicante di forme. Ma se il sommozzatore non può riportare con sé alla superficie queste visioni che dileguano e s’annullano non appena riemerge, per Afro il processo è possibile, e lentamente le immagini lette nell’inconscio risalgono a galleggiare nella coscienza, si filtrano in essa e si precisano, sottilmente s’annodano e s’articolano"
(cit in M. Calvesi, Artisti alla Biennale: Afro, in "Comunità", 1956, n. 43)