Lot 185
  • 185

Giacomo Balla

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Description

  • Giacomo Balla
  • Alberi e siepe a Villa Borghese
  • firmato
  • olio su tela
  • cm. 101x100,8
  • Eseguito nel 1905 circa

Provenance

Collezione Heinz Battke, Firenze (acquistato direttamente dall'artista)
Ivi acquistato dalla famiglia dell'attuale proprietario nel 1942

Exhibited

Comacchio, Palazzo Bellini, Casa Balla. Un pittore e le sue figlie tra futurismo e natura, a cura di Maurizio Fagiolo dell'Arco, 1997, n. 8, illustrato a colori

Catalogue Note

Dal Divisionismo al Futurismo

Nel 1934 l'artista tedesco Heinz Battke (Berlino 1900-Dusseldorf 1966) è costretto dalle leggi razziali a lasciare il proprio paese e sceglie l’Italia come rifugio. E’ proprio durante il lungo soggiorno italiano che incontra Giacomo Balla, dal quale acquista il raro dipinto del periodo prefuturista Alberi e siepe a Villa Borghese. Nel 1942, le difficoltà del vivere quotidiano degli anni della guerra, portano Battke a dover cedere il capolavoro ad una coppia di collezionisti italiani. Da allora l'opera non lascerà più la famiglia. All'occasione di uno dei suoi frequenti incontri con il proprietario, Luce Balla ha la possibilità di rivedere l'opera e riconosce la firma del padre tra le larghe ed innumerevoli pennellate del prato. Su suggerimento dell'amico e collezionista londinese Eric Estorick, il dipinto viene richiesto per alcune importanti mostre fra le quali Futurismo e Futurismi organizzata a Palazzo Grassi nel 1986: tuttavia, per resistenza da parte del collezionista, il prestito non viene mai concesso. Nel frattempo Maurizio Fagiolo dell’Arco, nel 1987, riesce ad esaminare Alberi e siepe a Villa Borghese. Solo nel 1997, quasi novant’anni dopo essere stata dipinta, l’opera viene finalmente esposta al pubblico nella mostra di Fagiolo dell'Arco intitolata Casa Balla. Un pittore e le sue figlie tra futurismo e natura.

Variamente intitolato dagli anni del ritrovamento alla pubblicazione del 1997 – Paesaggio dei Parioli, Campo di grano con papaveri (ai Parioli), o semplicemente Villa Borghese – oggi viene indicato come Alberi e siepe a Villa Borghese e datato 1905, seguendo le indicazioni dello stesso Fagiolo dell'Arco. Questa veduta rientra infatti nella serie dei paesaggi prefuturisti di Villa Borghese, che Balla dipinge en plein air dal balcone della sua nuova casa-studio di via Paisiello ai Parioli, dove si è trasferito con la moglie Elisa e la giovane Luce nel 1904. A differenza delle note e numerose opere su carta e su tela dedicate allo stesso paesaggio, questa rappresenta un unicum dovuto alla particolarità della veduta. Questa infatti non è panoramica, ma senza cielo, personaggi o architetture viste in lontananza: il soggetto diviene solamente il prato con i suoi abitanti - alberi e cespugli - analizzati minuziosamente in un'esplosione di luce e colore. La motivazione per la quale Balla si concentra su questo stesso paesaggio con tanto fervore si intuisce pensando alle prime Compenetrazioni iridescenti dedicate proprio allo studio della luce. La Valle dei Platani, parco di Villa Borghese e soggetto principale di queste vedute, ai tempi ancora in aperta campagna, è un terreno fertile per la pittura all’aperto grazie alla quale Balla ha la possibilità di sperimentare e studiare il variare degli effetti di luce sulla natura e l’umanità circostante. Infatti troviamo varie versioni paesaggistiche di questo tema: alcune con figure come Nel Prato (Lista n. 172) dove oltre alla natura, è sempre la luce a dare risalto alle gioiose fanciulle immerse nel verde; oppure altri come Villa Borghese dal balcone (Lista n. 154), dove predominano insieme il cielo ed il prato garantendo una più vasta resa atmosferica.
Da un taccuino giovanile si legge:
"Animali, piante, mari, monti, cielo, terra, stagioni, paesi, climi freddi e calori, giorni allegri e tristi ecc. tutto insomma diventa arte NUOVA immutabile".

Balla si avvicina al Divisionismo nei primi anni del Novecento probabilmente incuriosito dalle opere di Pellizza da Volpedo, appena arrivato a Roma. La sintesi divisionista, tra le "aspirazioni umanitarie e (la) trasfigurazione simbolica del vero nel raggiare di una luce glorificante l’intera natura" (G.A. dell’Acqua), e la sua apertura verso il futuro, nello sfuggire alla scuola e alle regole attraverso il "dipingere diviso a colori puri", sono chiaramente le motivazioni che giustificano il divisionismo di Balla, immediatamente precedente alla sua evoluzione futurista.

"(…) il Futurismo esce direttamente dalla fase divisionista per cui tutti i futuristi passarono: Balla per primo e per sua diretta suggestione Boccioni e Severini, quindi Carrà e Russolo." (A. M. Brizio).

Capolavoro del Divisionismo più avanzato - al punto che alcuni studiosi vi intravedono già i prodromi del Futurismo - storicamente inedito, amato, protetto e ricercato negli anni, Alberi e siepe a Villa Borghese è dunque un quadro di grande importanza e particolarità. Dalle pubblicazioni su Balla, appaiono solamente quattro pastelli su carta, due del 1904 e due del 1906 - La siepe di Villa Borghese e Germogli primaverili - ritraenti, come soggetto principale il prato, gli alberi e le siepi di Villa Borghese con un particolare scorcio dettaglistico (vedi Lista, nn. 95, 96, 158, 159). Considerando questi pastelli come bozzetti per un’importante opera su tela, alcuni esperti hanno posticipato l'esecuzione di questo dipinto al 1906-1907, posteriore di poco alla data proposta da Maurizio Fagiolo dell'Arco. Con la sua ricchezza di toni, varianti intorno ai verdi e ai gialli, ed i suoi colori puri e brillanti, gettati sulla tela con vigorose e spontanee larghe pennellate, Alberi e siepe a Villa Borghese è un omaggio di Balla alla bellezza e alla purezza innata della natura. Unico fra tutte le vedute di Villa Borghese per il formato quadrato della tela, il dipinto è reso altresì particolare dall'insistenza sul dettaglio, con un taglio quasi fotografico, a scapito della visione d'insieme del paesaggio. Catturato dalla potenza coloristica della luce riflessa sul verde della natura, l’artista desidera concentrare la propria attenzione e quella dello spettatore sul dettaglio, omettendo qualsiasi elemento umano o panoramico che possa distrarre da questa lucentezza naturale e spontanea. La natura è rappresentata in modo così vivo e materico, che il pittore stesso sembra identificarsi totalmente con essa.
(cit. in M. Fagiolo dell’Arco, Casa Balla, Un pittore e le sue figlie tra futurismo e natura, Comacchio 1997, e Giacomo Balla 1895-1911, Padova 1998, cataloghi mostre)

Il Divisionismo aveva favorito "un'attitudine idealizzante, simbolistica, astratteggiante, carica di avvenire nella storia dell’arte contemporanea; la tecnica divisa immettendo nelle cose rappresentate una somma di tratteggi inesistenti, una pluralità di tocchi coloristici ignoti alla percezione comune e compiendo un’indagine delle strutture organiche e dei movimenti che alle cose parevano appartenere come impulsi segreti che le conducessero all’unità melodica del tutto, in un dinamismo perenne, sintomo di vita…" (F. Bellonzi)