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A COLLECTOR'S VISION

Michelangelo Pistoletto
PALLONCINO GIALLO CON SGABELLO
SIGNED, TITLED AND DATED 1982 ON THE REVERSE, SILKSCREEN PRINT ON STAINLESS STEEL.
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A COLLECTOR'S VISION

Michelangelo Pistoletto
PALLONCINO GIALLO CON SGABELLO
SIGNED, TITLED AND DATED 1982 ON THE REVERSE, SILKSCREEN PRINT ON STAINLESS STEEL.
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Details & Cataloguing

Arte Moderna e Contemporanea

|
Milan

Michelangelo Pistoletto
N. 1933
PALLONCINO GIALLO CON SGABELLO
SIGNED, TITLED AND DATED 1982 ON THE REVERSE, SILKSCREEN PRINT ON STAINLESS STEEL.
firmato, intitolato e datato 1982 sul retro
serigrafia su acciaio inox lucidato a specchio
cm 230x125
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Provenance

Asta Christie's Roma, Arte Moderna e Contemporanea, 14 maggio 1987, lotto 110
Ivi acquistato dall'attuale proprietario

Literature

Catalogo Nazionale d'Arte Moderna N. 24, Milano 1988, n. 110, illustrato

Catalogue Note

“L’uomo dipinto veniva avanti come vivo nello spazio vivo dell’ambiente, ma il vero protagonista era il rapporto d’istantaneità che si creava tra lo spettatore, il suo riflesso e la figura dipinta, in un movimento sempre presente che concentrava in sé il passato e il futuro tanto da far dubitare della loro esistenza: era la dimensione del tempo”.

Michelangelo Pistoletto, pubblicato nel catalogo della mostra a Genova alla Galleria La Bertesca nel 1966

‘The painted man moved forwards as though he was alive and within the living world of the present. However,  the real protagonist was the relationship of the immediacy created between the spectator, his reflection and the portrayed figure in one incessant movement which concentrated in it the past and the future, to the point that their existence became doubtful: it was the dimension of time”

L’opera “Palloncino giallo con sgabello” fa parte di quel corpus di serigrafie che meglio esprimono l’evoluzione artistica di Pistoletto, dalla pittura alla fotografia, dal pennello alla tecnica meccanica di produzione di massa per eccellenza. Nel 1969 a Milano, in collaborazione con Mazzotta, Pistoletto realizza la sua prima serigrafia, dove ancora una volta il manifesto del mutamento artistico dell’artista è rappresentato da un autoritratto.

Fu proprio l’autoritratto, l’atto di porsi davanti a uno specchio per osservare la propria immagine riflessa, a dare inizio alla serie quadri specchianti: “ho potuto dipingere il mio autoritratto specchiandomi direttamente nel quadro stesso. Concetto e realtà si sono congiunti e nella tela specchiante, con me, è entrato il mondo intero. La mia immagine si è mescolata con quella delle altre persone” (Giancarlo Politi, Michelangelo Pistoletto, Fuori e dentro lo specchio, Flash Art, 2010)

Pistoletto abbandona la tela, lo strumento tradizionale della pittura, per telai metallici incollati al retro di lastre di acciaio inossidabile, che rimarranno una costante anche nella serigrafia su acciaio lucidato: “volevo seguitare a pensare la lastra d’acciaio inossidabile come un dipinto (…)” ( Michelangelo Pistoletto da uno a molti 1956 - 1974, 2011)

Con l’ideazione della superficie specchiata Pistoletto ha aperto il quadro allo scorrere del tempo, all’inevitabile e matematica registrazione di tutto ciò che passa e trascorre.
La lastra diventa uno strumento magico nel quale si riflette e moltiplica il mondo: le cose, le forme, i volti e le fotografie.

Ha cercato di aprire una porta-specchio, dove le immagini entrano a far parte della vita così com’è. Un passaggio tra questo mondo e quello metaforico nello specchio, nel quale si riflette il nostro Io e noi come Altro, ciò che conosciamo e ciò che non ci appartiene.

Insieme al riflesso dello spettatore si fanno protagonisti delle lastre, le figure e gli oggetti più vari, dai più elementari, come un palloncino, uno sgabello o una lampadina, ai più complessi, come un muro di mattoni o il ritratto di un conoscente, di un familiare o di un amico.

“Il rapporto tra immagine e sfondo è diventato un fattore basilare nel proseguimento della mia ricerca (…) Da subito ho dovuto affrontare due questioni: da un lato vi era lo specchio in cui mi guardavo, luogo della realtà, e dall’altro la tela, luogo del concetto, sui cui dovevo traferire la realtà (…) ho proceduto raffinando la sostanza materica fino a renderla specchiante” (Giancarlo Politi, Michelangelo Pistoletto, Fuori e dentro lo specchio, Flash Art, 2010)

Palloncino giallo con sgabello” racchiude in se le ricerche dell’artista in continuo sviluppo, dell’inevitabile allontanamento dalla tradizionale pittura rinascimentale. L’oggetto reale non è più visto attraverso una finestra ideale, ma viene a fare parte della realtà, creando un rapporto d’istantaneità con lo spettatore e il suo riflesso.
Palloncino giallo con sgabello” si pone davanti a noi in una dimensione temporale, passato e presente, in continuo movimento.

Palloncino giallo con sgabello is part of the corpus of silkscreens on stainless steel which best illustrate the artistic evolution of Pistoletto; from painting to photography, from the paintbrush to a mechanical method of mass production par excellence. In 1969 in Milan, in collaboration with Mazzotta, Pistoletto executed his first silkscreen, when once again the manifestation of the artist’s development is represented by a self-portrait.

It was precisely the self-portrait, the act of placing oneself in front of the mirror to observe the reflection of one’s image, which led to the series of mirror works: “For the first time, I was able to paint my self-portrait mirroring myself directly on the canvas. Concept and reality combined and the whole world entered with me into the canvas-mirror. My image blended with that of other people.” (Michelangelo Pistoletto interviewed by Giancarlo Politi, Michelangelo Pistoletto: Inside and Outside the Mirror, 2010) Pistoletto abandoned the canvas and the traditional instruments of painting for a metal frame attached to the back of a stainless steel plate. This would remain a constant even in his screen prints on stainless steel.

With the conception of the mirrored surface Pistoletto opened the painting to the flow of time, the inevitable and mathematic recording of its passing and elapse. The plate becomes a magical tool in which the world is reflected and multiplied: the objects, the figures, the faces and the photography. He was opening a mirrored door, where the image became part of real life. It was a passage between this world and a metaphorical one, where we are reflected our virtual other self, that which we know alongside that which we do not know.

As well as the spectator’s reflection, we see the protagonist of the prints as well as various miscellaneous objects, from the most basic – a balloon, a stool, a light bulb – to the most complex – a wall of bricks, the portrait of an acquaintance, relative or friend.

‘The relationship between the image and the background has constituted the foundation of my research… From the very beginning, I took on two big topics: on the one hand, was the mirror in which I would look at myself and a reflected reality; on the other hand, there was the canvas where the concept lay, and onto which I had to transfer reality (…) I went on refining the material until it became reflective.’ (Michelangelo Pistoletto interviewed by Giancarlo Politi, Michelangelo Pistoletto: Inside and Outside the Mirror, 2010)

Palloncino contains the entire history of art within its frame, that discipline that has been in a state of continuous development ever since its inevitable departure from traditional Renaissance painting. The real object is no longer seen through an idealised perspective, but becomes part of reality, creating a relationship of immediacy with the spectator and his reflection. Palloncino stands before us, in a temporal dimension, past and future, in continuous movement.

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