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A COLLECTOR'S VISION

Lucio Fontana
CONCETTO SPAZIALE
SIGNED, PAINTED CERAMIC. EXECUTED IN 1953-55. THIS WORK IS REGISTERED IN THE FONDAZIONE LUCIO FONTANA, MILAN, UNDER N. 953/6
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A COLLECTOR'S VISION

Lucio Fontana
CONCETTO SPAZIALE
SIGNED, PAINTED CERAMIC. EXECUTED IN 1953-55. THIS WORK IS REGISTERED IN THE FONDAZIONE LUCIO FONTANA, MILAN, UNDER N. 953/6
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Details & Cataloguing

Arte Moderna e Contemporanea

|
Milan

Lucio Fontana
1899 - 1968
CONCETTO SPAZIALE
SIGNED, PAINTED CERAMIC. EXECUTED IN 1953-55. THIS WORK IS REGISTERED IN THE FONDAZIONE LUCIO FONTANA, MILAN, UNDER N. 953/6

Opera registrata presso la Fondazione Lucio Fontana, Milano, con il n. 953/6

Provenance

Galleria Tucci Russo, Torre Pellice
Ivi acquistato dall'attuale proprietario

Catalogue Note

Gli artisti anticipano gesti scientifici, i gesti scientifici provocano sempre gesti artistici”
(Lucio Fontana)

La ceramica si fa la nuova portavoce del concetto spaziale, segnando così una svolta all’interno della ricerca dell’artista. Fontana però non si ferma alla semplice estasi delle cose fragili e del mezzo tono, ma va oltre, con soli pochi gesti elementari.

La tavoletta non basta per Fontana che sfonda la semplice superficie, aprendo una porta verso l’infinito, verso il cosmo, creando una nuova dimensione, una dimensione senza fine.
Il buco, creatore di dinamismo, diventa lo spiraglio da cui penetra l’infinito passa la luce: “Io buco la tela e da lì entro nell’infinito”.

La mia scultura è astratta”: non ci sono parole migliori per comprendere la sua opera, se non quelle usate dallo stesso artista in una lettera indirizzata al padre, nel 1935.

 

“Artists anticipate scientific acts; scientific acts always cause artistic acts” (Lucio Fontana)

Ceramic becomes the new spokesperson of the Concetto Spaziale, signalling a sea change in the artist’s research. Yet Fontana does not stop at the simple pleasure of fragile  and soft objects, but rather he goes beyond with only a few simple gestures.

The medium of the canvas is not enough for Fontana who breaks through the surface, opening a door onto infinity, onto the cosmos, creating a new dimension, a dimension without end. That creator of dynamism – the hole – becomes the spiral through which he penetrates infinity beyond light: “I make a hole in the canvas and from there I enter into infinity”.

“My sculpture is abstract”. What better to describe his work than to use the words of the artist himself in a letter addressed to his father in 1935.

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan