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Piero Manzoni
ACHROME
ARTIFICIAL FIBER. EXECUTED IN 1961-1962 IN COLLABORATION WITH THE FONDAZIONE PIERO MANZONI, MILAN, THIS WORK HAS BEEN RESTORED TO ITS ORIGINAL CONDITION    
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Piero Manzoni
ACHROME
ARTIFICIAL FIBER. EXECUTED IN 1961-1962 IN COLLABORATION WITH THE FONDAZIONE PIERO MANZONI, MILAN, THIS WORK HAS BEEN RESTORED TO ITS ORIGINAL CONDITION    
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Details & Cataloguing

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan

Piero Manzoni
1933 - 1963
ACHROME
ARTIFICIAL FIBER. EXECUTED IN 1961-1962 IN COLLABORATION WITH THE FONDAZIONE PIERO MANZONI, MILAN, THIS WORK HAS BEEN RESTORED TO ITS ORIGINAL CONDITION    
fibra artificiale
cm 25,5x24; ingombro della teca cm 74,5x74x24
Eseguito nel 1961-1962
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Provenance

Archivio Opera Piero Manzoni, Milano
Collezione privata, Brescia

Exhibited

Londra, Mazzoleni Art, Piero Manzoni. Achromes: Linea infinita, 2016, p. 100, illustrato

Literature

Germano Celant, Piero Manzoni. Catalogo generale, Vol. II, Milano 2004, p. 540, n. 995, illustrato
Francesca Pola, Una visione internazionale: Piero Manzoni e Albisola, Milano 2013, pp. 131, 148, n. 92, illustrato

Catalogue Note

Opera riportata alle condizioni originali in collaborazione con la Fondazione Piero Manzoni, Milano

L'opera è "autosignificante", non illustra o rimanda a nient'altro che a se stessa, divenendo una "superficie ininterrotta e continua (da cui sia escluso ogni intervento del superfluo, ogni possibilità interpretativa)", un oggetto "che è e basta: essere (e essere totale è puro divenire)", come scrive in Libera dimensione (in "Azimuth", n. 2, Milano, 1960). E' un entità neutra e incolore, "infinita" sia nel tempo perché "ripetibile all'infinito" sia nello spazio perché, potenzialmente, i tessuti cuciti, i batuffoli di ovatta o i panni apposti sul supporto potrebbero proliferare ed espandersi oltre i confini dell'oggetto-quadro. In estrema sintesi l'Achrome può definirsi come la totalità della realtà, dell'"essere" che prende "corpo". 

Gaspare Luigi Marcone, in Piero Manzoni, catalogo della mostra, Milano, Palazzo Reale, 2014, p. 155

The work does not illustrate nor refer to anyhting other than itself. It becomes a continuous surface which excludes any superfluous intervention, any interpretative possibility. An object 'that simply is': being (and total being is pure becoming), as he writes in "Libera dimensione" (in "Azimuth", n.2, Milano,1960). It is a neutral and colourless entity, 'infinite' both in time - because endlessly repeatable - and space, because potentially the sewn fabrics, the cotton bolls or the rags used, could proliferate and expand over the boundaries of the picture-object.
In extreme synthesis, the Achrome can be defined as the totality of reality, of the embodied being.

Gaspare Luigi Marcone, in Piero Manzoni, catalogo della mostra, Milano, Palazzo Reale, 2014, p. 155

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan