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Paolo Scheggi
FORME RIFLESSE
SIGNED, TITLED AND DATED '63 ON THE REVERSE, GREEN ACRYLIC ON THREE LAYERED CANVASES THIS WORK IS REGISTERED IN THE ASSOCIAZIONE PAOLO SCHEGGI, MILAN, UNDER N. APSM142/0001 AND IT IS ACCOMPANIED BY A PHOTO-CERTIFICATE ISSUE BY THE ASSOCIAZIONE PAOLO SCHEGGI, MILAN
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Paolo Scheggi
FORME RIFLESSE
SIGNED, TITLED AND DATED '63 ON THE REVERSE, GREEN ACRYLIC ON THREE LAYERED CANVASES THIS WORK IS REGISTERED IN THE ASSOCIAZIONE PAOLO SCHEGGI, MILAN, UNDER N. APSM142/0001 AND IT IS ACCOMPANIED BY A PHOTO-CERTIFICATE ISSUE BY THE ASSOCIAZIONE PAOLO SCHEGGI, MILAN
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Details & Cataloguing

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan

Paolo Scheggi
1940 - 1971
FORME RIFLESSE
SIGNED, TITLED AND DATED '63 ON THE REVERSE, GREEN ACRYLIC ON THREE LAYERED CANVASES THIS WORK IS REGISTERED IN THE ASSOCIAZIONE PAOLO SCHEGGI, MILAN, UNDER N. APSM142/0001 AND IT IS ACCOMPANIED BY A PHOTO-CERTIFICATE ISSUE BY THE ASSOCIAZIONE PAOLO SCHEGGI, MILAN
firmato, intitolato e datato '63 sul retro
acrilico verde su tre tele sovrapposte
cm 60x60x6
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Opera registrata presso l'Associazione Paolo Scheggi, Milano, con il n. APSM142/0001

L'opera è accompagnata da certificato su fotografia rilasciato dall'Associazione Paolo Scheggi, Milano, con il n. APSM142/0001

Provenance

Collezione privata, Biella
Collezione Lagorio, Brescia
Galleria d'Arte Niccoli, Parma
Rino Costa Arte Contemporanea, Casale Monferrato
Ivi acquistato dall'attuale proprietario

Exhibited

Parma, Galleria Niccoli, La breve e intensa stagione di Paolo Scheggi, 2002-2003, p. 139, r.c.

Literature

Luca Massimo Barbero, Paolo Scheggi. Catalogue raisonné, Milano 2016, p. 235, n. 63 T 40, illustrato

Catalogue Note

“Scheggi sceglie forme curve, o derivate da rotazioni di spirali logaritmiche, e ne ritaglia, su superfici di tela, i contorni delle zone corrispondenti alla loro determinazione spaziale. […] Ne nasce una profondità visiva complessa e insolita dove luce e ombra si affrontano in dialettica posizione di protagonisti della vita interna di queste superfici congiunte in un unico corpo strutturale. La luce, percorrendo l’itinerario stabilito dal grado della curva ritagliata in una zona della prima tela, determina riflessi di ombre che vengono ad appoggiarsi sul campo della seconda superficie e a trasmettersi alle successive. Le forme circolari si esaltano nella coabitazione con le ombre curve, riflesse secondo il luogo della loro diversa collocazione e vengono a determinare inediti campi spaziali. Scheggi promuove un’attività visuale di autonoma e particolare sensibilità nell’interspazio silenzioso che la stratificazione delle sue superfici perforate viene a suscitare. Lo spettacolo che ne deriva non viene così a svolgersi sulla superficie dipinta ma nemmeno nello spazio circostante. Scheggi cerca una forza interna che animi la sua sovrapposizione di piani di uno stesso colore e la raggiunge, per graduale sottrazione vascolare di materia, depassando il limite della superficie chiusa per circoscrivere uno spazio vuoto definito da ragioni di distanze e di confronto ritmico con una successiva superficie frontale.”

“Scheggi prefers forms that are curved or derived from the rotation of logarithmic spirals and, on canvas surfaces, he makes out the areas according to their spatial determination. […] The out come is a complex and unusual visual depth where light and shade confront each other as the protagonists of the internal life of these surfaces joined in a single structural body. Light, following the path established by the degree of the cut-out curve in an area of the first canvas, determines the throwing of shadows onto the second surface which are transmitted onto the following ones. The circular forms are intensified as a result of their cohabitation with the curved shadows, reflected according to where they have been placed, and unusual spatial areas are the result. Scheggi promotes a visual activity of autonomous and particular sensitivity in the silent inter-spaces caused by the stratification of his perforated surfaces. Thus the resulting display does not take place in the space surrounding the construction. Scheggi searches for an interior force to animate his superimposition of single-coloured planes and he finds it though the gradual vascular subtraction of matter and by going beyond the limits of the closed surface in order to circumscribe an empty space defined by reasons of distance and of rhythmic confrontations with a successive frontal surface.”

Carlo Belolli, 1964

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan