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Giorgio Morandi
NATURA MORTA
SIGNED, OIL ON CANVAS. EXECUTED IN 1951
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Giorgio Morandi
NATURA MORTA
SIGNED, OIL ON CANVAS. EXECUTED IN 1951
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Details & Cataloguing

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan

Giorgio Morandi
1890 - 1964
NATURA MORTA
SIGNED, OIL ON CANVAS. EXECUTED IN 1951

L'opera è accompagnata da attestato di libera circolazione

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Provenance

Collezione Sofia Minassian, Venezia
Collezione privata, Venezia
Ivi acquisito dalla famiglia dell'attuale proprietario

Literature

Lamberto Vitali, Giorgio Morandi. Catalogo generale, Milano 1983, vol. II, n. 772, illustrato

Catalogue Note

In un suo scritto del 1974, a dieci anni dalla scomparsa di Giorgio Morandi, Leone Minassian rese omaggio all’artista bolognese tracciando attraverso parole di affetto e stima un intimo ritratto del grande maestro come uomo e amico, ancor prima che pittore.

L’artista Minassian, nato a Costantinopoli nel 1905 e in seguito residente a Venezia, fu legato a Morandi da una sincera amicizia fondata sulla passione condivisa per la pittura. E in quelle pagine di lontane memorie e riflessioni, Minassian scrisse: “La vita che condusse Morandi risulta utile ai predestinati non solamente per la purezza del linguaggio che egli trasfuse nelle sue tele, per la sua originalità ed indipendenza da ogni altra favella, ma appunto per l’esempio morale che ci ha lasciato. Non si può certo pretendere che ogni fragile natura possa raggiungere certe vette per lei irrespirabili, ma sarà sempre meglio provare di modellare il proprio spirito su tali modelli. Perché ciò che si è fatto non debba perire prima della nostra scomparsa fisica.

Natura Morta del 1951 è un lavoro su commissione dello stesso Minassian, realizzato e consegnato dopo un lungo periodo di attesa contrassegnato da varie corrispondenze fra loro. L’opera qui proposta racchiude senz’altro gran parte dell’essenza pittorica di Morandi, ovvero quella della natura in silenzio. Al suo centro, sette oggetti di forma e carattere differente posano su uno sfondo biondo-castano. Il contrasto tra i toni freddi degli oggetti semicelati in seconda fila e le tonalità calde e accese di quelli più vicini conferisce un senso di stabilità, seppur transiente, all’intera composizione. Gli oggetti, privati dell’aspetto plastico e di ogni funzione utilitaria, e dunque ridotti a un’essenziale squadratura geometrica, divengono soggetti emotivi, immersi in uno spazio-ambiente quasi teatrale.

Alle sperimentazioni sulla composizione s’affianca una ricerca cromatica che rivela la capacità di Morandi di cogliere le più sottili variazioni di temperatura e intensità della luce, arrivando ad ottenere così un effetto velato e perlaceo, una liquida trasparenza in cui le forme sembrano in divenire. I contorni della realtà vibrano nella luce, offuscandosi, cancellandosi, dando luogo a un’inesauribile metamorfosi. L’opera appare avvolta da un’aura di calma e purezza che si diffonde nello spazio, colmando gli oggetti di una profonda spiritualità. E così, attraverso un linguaggio essenziale e incontaminato, Morandi non solo immortala la realtà nella sua complessità, ma fa intendere anche con grande liricità la propria visione interiore.

In a writing of 1974, ten years after the death of Giorgio Morandi, Leone Minassian paid tribute to the Bolognese artist tracing through words of affection and esteem an intimate portrait of the great master as a man and friend, even before as a painter.

The artist Minassian, born in Constantinople in 1905 and later a resident in Venice, was linked to Morandi by a sincere friendship based on a shared passion for painting. And in those pages of distant memories and reflections, Minassian wrote: “The life that Morandi led is useful to the predestined not only for the purity of the language that he instilled in his paintings, for his originality and independence from any other discourse, but also for the moral example he left us. We certainly cannot expect that any fragile nature can reach certain heights for him or her unbreathable, but it will always be better to try to shape his or her own spirit upon these models. So that what has been done shall not perish before our physical disappearance.

Natura Morta of 1951 is a work commissioned by Minassian, realized and delivered after a long waiting period marked by various correspondences between them. The work proposed here surely encompasses much of Morandi's pictorial essence, namely that of nature in silence. At its core, seven objects of different form and character lie on a blond-brown background. The contrast between the cold tones of the half-concealed objects in the second row and the warm bright shades of those closer confers a sense of stability, albeit transient, to the entire composition. The objects, deprived of their plastic appearance and of every utilitarian function, and thus reduced to an essential geometric squaring, become emotional subjects, immersed in a space-environment that is almost theatrical.

The experiments on the composition are flanked by a chromatic research that reveals Morandi's ability to capture the most subtle changes in temperature and intensity of light, thus obtaining a veiled and pearl-like effect, a liquid transparency in which the forms seem to be in continuous evolution. The contours of reality vibrate in the light, dimming, self-erasing, giving rise to an endless metamorphosis. The work appears wrapped in an aura of calmness and purity that diffuses in space, filling the objects with a deep spirituality. And thus, through an essential and pristine language, Morandi not only captures reality in all its complexity, but also expresses with great lyricism his inner vision.

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan