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OPERA DA UN'IMPORTANTE COLLEZIONE PRIVATA ITALIANA

Lucio Fontana
CONCETTO SPAZIALE, ATTESE
SIGNED, TITLED, DEDICATED AND INSCRIBED ON THE REVERSE L.FONTANA / “CONCETTO SPAZIALE”/ ATTESE / PER CADARIO 2-6-68 / I°, DAL “BUCO” INIZIA L’EVOLUZIO-/NE DELL’ERA SPAZIALE, WATERPAINT ON CANVAS. EXECUTED IN 1968
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OPERA DA UN'IMPORTANTE COLLEZIONE PRIVATA ITALIANA

Lucio Fontana
CONCETTO SPAZIALE, ATTESE
SIGNED, TITLED, DEDICATED AND INSCRIBED ON THE REVERSE L.FONTANA / “CONCETTO SPAZIALE”/ ATTESE / PER CADARIO 2-6-68 / I°, DAL “BUCO” INIZIA L’EVOLUZIO-/NE DELL’ERA SPAZIALE, WATERPAINT ON CANVAS. EXECUTED IN 1968
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Details & Cataloguing

Arte Moderna e Contemporanea

|
Milan

Lucio Fontana
1899 - 1968
CONCETTO SPAZIALE, ATTESE
SIGNED, TITLED, DEDICATED AND INSCRIBED ON THE REVERSE L.FONTANA / “CONCETTO SPAZIALE”/ ATTESE / PER CADARIO 2-6-68 / I°, DAL “BUCO” INIZIA L’EVOLUZIO-/NE DELL’ERA SPAZIALE, WATERPAINT ON CANVAS. EXECUTED IN 1968
firmato, intitolato, dedicato, iscritto sul retro l.Fontana / “Concetto Spaziale”/ ATTESE / Per Cadario 2-6-68 / I°, Dal “buco” inizia l’evoluzio-/ne dell’Era Spaziale
idropittura su tela
cm 55x46
Eseguito nel 1968
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Provenance

Galleria Cadario, Milano
Collezione Privata, Como, acquistato negli anni Settanta

Literature

Enrico Crispolti, Catalogue Raisonné des peintures sculptures et environnements spatiaux redigé par Enrico Crispolti, Bruxelles 1974, vol. II, pp. 202-203, illustrato
Enrico Crispolti, Fontana. Catalogo Generale, Milano 1986, vol. II, p. 694, illustrato
Enrico Crispolti, Lucio Fontana. Catalogo ragionato di sculture, dipinti, ambientazioni, Milano 2006, vol. II, pp. 886-887,  n. 68 T 96, illustrato

Catalogue Note

Uno scatto di Ugo Mulas del 1964 ritrae il grande maestro Lucio Fontana dinanzi a una tela bianca, ancora intatta, nell’atteggiamento di chi comincia a lavorarci sopra. Il braccio è proteso in alto, s’intravede la punta della lama che preme sulla tela, provocando una lieve pressione.

L’amico fotografo descrive quell’attimo, sospeso, totale e inesauribile, così: “È il momento in cui il taglio non è ancora cominciato e l’elaborazione concettuale è invece già tutta chiarita. Cioè quando vengono a incontrarsi i due aspetti della operazione: il momento concettuale che precede l’azione, perché quando Fontana decide di partire ha già l’idea dell’opera, e l’aspetto esecutivo, della realizzazione dell’idea. Forse proprio per questa concentrazione e aspettativa concettuale Fontana ha chiamato i suoi quadri di tagli Attese.

Le Attese costituiscono una vastissima sezione della produzione artistica di Fontana, contraddistinte da un’identità unitaria forte e singolare; esse non si differenziano tanto per la modalità esecutiva quanto più per la varietà d’impostazione ritmica delle fenditure. E in ciascuna di esse, i tagli di Fontana ci appaiono come un’intuizione di qualcosa di cosmico, universale. Un gesto irreversibile di contenuta vertigine, di assoluta bellezza, che mette in moto la continuità della materia nello spazio.

Concetto Spaziale del 1968 si caratterizza per lo sfondo monocromo blu, e nell’assenza di figurazione, è il nulla a riempire il vuoto. I due tagli centrali si definiscono sulla monocromia e vengono a loro volta definiti, dando origine a una quarta dimensione, oltre la materia, verso un’immaterialità dinamica. In tutta la sua misura ed eleganza, l’opera ci dimostra quanto l’arte di Fontana sia mentale e universale più che astratta – un concetto di spazio, appunto, capace di indicarci la via verso il cosmo e l’infinito. 

 

A photo by Ugo Mulas taken in 1964 portrays the great master Lucio Fontana in front of a white canvas, still untouched, in the attitude of who begins to work on it. The arm is stretched out, the tip of the blade presses on the canvas, causing a slight pressure.

The photographer friend describes that suspended, total and inexhaustible moment as such: “It is the moment when the cut is not yet begun, and the conceptual elaboration is, however, already completely clarified. That is, when the two aspects of the operation come to meet: the conceptual moment before the action, because when Fontana decides to begin he already has the idea of the work in mind, and the executive aspect of the realization of the idea. Perhaps it’s because of this conceptual concentration and expectation that Fontana called his paintings of cuts "Attese".

The Attese constitute a huge section of Fontana's artistic production, counter distinguished by a strong and singular unitary identity; they differ not so much for the executive mode as for the variety of rhythmic configuration of the cuts. And in each of them, the cuts by Fontana appear to us as an intuition of something cosmic, universal. An irreversible gesture of contained vertigo, of absolute beauty, which sets in motion the continuity of matter in space.

Concetto Spaziale of 1968 is characterized by the monochrome blue background, and in the absence of figuration, it is the "nothing" to fill the void. The two central cuts define themselves on the monochrome surface and are in turn defined, giving rise to a fourth dimension, beyond matter, towards a dynamic immateriality. In all its measure and elegance, the work shows us how Fontana's art is more mental and universal than abstract - a concept of space, in fact, capable of indicating us a way towards the cosmos and the infinite.

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan