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Paolo Scheggi
ZONE RIFLESSE
SIGNED, DEDICATED AND DATED DIC.'63 ON THE REVERSE, BLUE ACRYLIC ON THREE LAYERED CANVASES
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Paolo Scheggi
ZONE RIFLESSE
SIGNED, DEDICATED AND DATED DIC.'63 ON THE REVERSE, BLUE ACRYLIC ON THREE LAYERED CANVASES
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Details & Cataloguing

Arte Moderna e Contemporanea

|
Milan

Paolo Scheggi
1940 - 1971
ZONE RIFLESSE
SIGNED, DEDICATED AND DATED DIC.'63 ON THE REVERSE, BLUE ACRYLIC ON THREE LAYERED CANVASES
firmato, dedicato e datato Dic. '63 sul retro
acrilico blu su tre tele sovrapposte
cm 50x70,5x5
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Opera registrata presso l'Associazione Paolo Scheggi, Milano, con il codice APSM117/0001

L'opera è accompagnata da certificato su fotografia rilasciato dall'Associazione Paolo Scheggi, Milano

L'attestato di libera circolazione è stato richiesto per questo lotto. Sotheby's non è responsabile per il rilascio del medesimo. Per il ritiro del lotto si prega di riferirsi al dipartimento.

An export licence has been requested for this lot. Sotheby's is not responsible and cannot guarantee that the export licence will be granted. For the release of the lot, please refer to the department.

Provenance

Galleria Farsetti, Prato
Collezione privata, Treviso, inizio anni 2000
Ivi acquisito dalla famiglia dell'attuale proprietario

Literature

Luca Massimo Barbero, Gillo Dorfles, a cura della Galleria Niccoli Parma, La breve e intensa stagione di Paolo Scheggi, Verona 2002, p. 143, illustrato
Luca Massimo Barbero, Paolo Scheggi Catalogue raisonné, Milano 2016, n. 63 T 32, p. 233, illustrato

Catalogue Note

Zone riflesse s’intitolano molte di queste prime “intersuperfici”: aree di complicazione relazionale, nelle quali l’immagine si fa dispositivo che attiva, nella sua fisicità, un pensiero di spazio, al confluire di determinazione razionale e risultante organica. Una visione che non si risolve mai nella pura dimensione percettiva, ma la esplora come indice di una complessità che viene appunto da definire fenomenologica.”

 “Zone riflesse was the title for many of these early “intersurfaces”: areas of relational complication in which the image functions as a device that activates, in its physicality, an idea of space where rational determination and organic result converge. A vision that never turns into the pure perceptive dimension, but rather explores it as an index of a complexity that he came to define as phenomenological.”

LUCA MASSIMO BARBERO

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan