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Enrico Castellani
SUPERFICIE BIANCA
SIGNED, TITLED AND DATED 1990 ON THE REVERSE, ACRYLIC ON SHAPED CANVAS
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Enrico Castellani
SUPERFICIE BIANCA
SIGNED, TITLED AND DATED 1990 ON THE REVERSE, ACRYLIC ON SHAPED CANVAS
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Details & Cataloguing

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan

Enrico Castellani
N. 1930
SUPERFICIE BIANCA
SIGNED, TITLED AND DATED 1990 ON THE REVERSE, ACRYLIC ON SHAPED CANVAS
firmato, intitolato e datato 1990 sul retro
acrilico su tela estroflessa
cm 120x150
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Opera registrata presso l'Archivio della Fondazione Enrico Castellani, Milano, con il n. 90-011

L'opera è accompagnata da certificato su fotografia rilasciato dall'Archivio Castellani, Milano

Provenance

Galleria Il Mappamondo, Milano
Ivi acquistato dall'attuale proprietario nel 2003

Exhibited

Bergamo, Galleria d'Arte Elleni, Enrico Castellani, 1992

Literature

Renata Wirz con Federico Sardella, Enrico Castellani Catalogo ragionato Opere 1955-2005, Milano 2012, n. 701, p. 509, illustrato

Catalogue Note

"Le mie superfici, per la regolarità della composizione e la mancanza di immagini, possono facilmente e abbastanza giustamente  essere interpretate come un invito alla contemplazione […] alla stessa stregua di certi elementi dell’architettura religiosa, soprattutto musulmana".

(Enrico Castellani, in Castellani, a cura di Bruno Corà, Milano 1996)

“My surfaces, for the regularity of the composition and the absence of images, can easily and quite rightly be interpreted like an invitation to contemplate […] in the same way as some elements in religious architecture, especially the Islamic one”

Superifice Bianca di Enrico Castellani, datata 1990, è uno splendido esempio del rigore di un artista che ormai da più di cinquant’anni porta avanti un suo specifico linguaggio, con assidua caparbietà, tracciando un percorso individuale che è finito per coincidere con il percorso stesso dell’arte italiana tutta.

In questo lavoro la poetica del Maestro italiano ha ormai raggiunto piena maturità: le estroflessioni irregolari infatti permettono alle ombre di modellare la superficie, conferendole la vivacità di un mare movimentato dal vento. Essa è il risultato di un lungo processo di coscienza pittorica, priva di soggetto, basato su un’unica entità: la luce.

Ecco allora che il colore bianco assume nell’opera di Castellani un ruolo di primaria importanza, ed ecco dunque come questo lavoro si erga a vero e proprio exemplum della sua produzione artistica.

Come Germano Celant ha infatti affermato: “La luce illumina i rilievi, crea ombre e riflessi, appiattisce ed esalta le superfici, dà quindi esistenza al dipinto. Di conseguenza, non poteva mancare un avvicinarsi graduale di Castellani al suo splendore, attraverso il colore assoluto, il bianco che irradia, scivola e unifica le superfici […]Il bianco è identità della tela allo stato primario, prototipo del nulla e del vuoto”

Se negli anni del dopoguerra italiano l’arte non era altro che la definizione dei limiti dello spazio, la presenza pregna del vuoto, questo capolavoro di Castellani è documento storico dello sforzo di un artista che ha permesso all’arte italiana di rinascere ed aprirsi all’internazionalità delle neo-avanguardie.

 

Enrico Castellani’s Superficie Bianca, dated 1990, is a marvellous example of the rigour of an artist who has carried his own personal language on, for over fifty years, with constant stubbornness, tracing an individual path that is the 20th-Century Italian Art path as well.

In this specific artwork Castellani’s idea of art has already reached its full maturity: the irregular protrusions allow shadows to model the surface, giving it the vivacity of a lively sea moved by the wind. The surface is the result of a long term process of pictorial awareness, defined by its abstract identity and the presence of light.

That is why white colour has a primary role in Castellani’s oeuvre, and that is why this White Surface is a relevant exemplum of his artistic production. As Germano Celant affirms: “Light illuminates the shapes, creates shadows and reflections, flattens and enhances the surfaces, gives the artwork a new life. Thus Castellani gradually let his art approaches its splendour through the white colour that radiates, slips and unifies the surface […] White colour is the primary identity of the canvas, prototype of the nothingness and the emptiness”.

If during the Italian post-war era, art was nothing more than the definition of the limits of space, the abundant presence of emptiness, this masterpiece of Casteallani is a historical document of the effort of an artist who has given Italian art a new life, opening it to the international panorama of the neo avant-garde movements.

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan