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Alighiero Boetti
CIMENTO DELL'ARMONIA E DELL'INVENZIONE
EACH SIGNED ON THE REVERSE, PENCIL ON PAPER. EXECUTED IN 1969
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Alighiero Boetti
CIMENTO DELL'ARMONIA E DELL'INVENZIONE
EACH SIGNED ON THE REVERSE, PENCIL ON PAPER. EXECUTED IN 1969
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Details & Cataloguing

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan

Alighiero Boetti
1940 - 1994
CIMENTO DELL'ARMONIA E DELL'INVENZIONE
EACH SIGNED ON THE REVERSE, PENCIL ON PAPER. EXECUTED IN 1969
ciascuno firmato sul retro
matita su carta quadrettata, 3 elementi
70x100 ciascuno
Eseguito nel 1969
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Opera registrata presso l'Archivio Alighiero Boetti, Roma, con il n. 1828

L'opera è accompagnata da lettera rilasciata dall'Archivio Alighiero Boetti, Roma

I tre fogli costituiscono tre elementi di un'unica sequenza appartenuta all'esemplare del Cimento dell'armonia e dell'invenzione già pubblicato nel Catalogo Generale, Electa, 2009, I tomo, n. 252 (il primo dei tre fogli è riprodotto a p. 229). Nella didascalia ivi pubblicata è riportata l'indicazione "opera dispersa" poichè la documentazione raccolta fino ad allora, non aveva consentito di rintracciarne l'ubicazione. La didascalia verrà pertanto modificata nei prossimi volumi di Aggiornamento

Provenance

Opera acquistata dall'attuale proprietario direttamente dall'artista nel 1978-79

Exhibited

Bologna, Museo Civico, gennaio 70. 3a Biennale internazionale della giovane pittura. comportamenti progetti mediazioni, 1970
Torino, Galleria Civica d'Arte Moderna, Conceptual art arte povera land art, 1970
Roma, Palazzo delle Esposizioni, Vitalità del negativo nell'arte italiana 1960-1970, 1970-1971
Fiesole, Palazzina Mangani, Il grande disegno,1983, p. 29, illustrato

Literature

Mirella Bandini, La terza Biennale di Bologna, "Gala", Milano, n. 41, 1970, p. 40, illustrato
Tommaso Trini, Arte povera, Land art, Conceptual art: l'opera sparita e diffusa, in "Arte illustrata", Milano 1970, p. 42, illustrato
Jean-Christophe Ammann, Alighiero Boetti Catalogo generale, Milano 2009, vol. I, p. 229, n. 252, illustrato uno dei tre elementi

Catalogue Note

Il cimento avveniva in uno spazio davvero elementare, al riparo dai domini rarefatti dell'assoluto; era lo stesso spazio dei quaderni a quadretti, dei ricordi scolastici, dei numeri in colonna, dei simboli delle quattro operazioni, dei triangoli e dei poligoni, delle aree e dei perimetri e di tutte quelle cose che da bambini riempivano le nostre ore di aritmetica e geometria. Era uno spazio che apparteneva a tutti, il simbolo di una scienza alla portata di tutti. Pur nella sua forma severa e rigorosa, il foglio a quadretti parla una lingua quotidiana e immediata, proprio come immediato e' l'automatismo del ricalco...

(Tratto da Il cimento della e, 1994, di  Tommaso Pincio, Scrissi d'arte, 2015 p. 138)

The ordeal happened in a very elementary space, repaired from the rarefied absolute: it was the same space as the little squared school books, of the numbers you had to put in columns, of the symbols of the four operations, of the triangles and poligones, of the areas and perimeters and of all those things that filled our hours of arithmetic and geometry. It was a space that belonged to everyone, a symbol of a science at everybody’s reach. Even in its most severe and rigorous form, the little squared paper speaks a daily and immediate language, exactly how immediate is the automatism of tracing…

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan