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Lucio Fontana
CONCETTO SPAZIALE, ATTESE
SIGNED, TITLED AND INSCRIBED ON THE REVERSE, WATERPAINT ON CANVAS. EXECUTED IN 1961
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Lucio Fontana
CONCETTO SPAZIALE, ATTESE
SIGNED, TITLED AND INSCRIBED ON THE REVERSE, WATERPAINT ON CANVAS. EXECUTED IN 1961
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Details & Cataloguing

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan

Lucio Fontana
1899 - 1968
CONCETTO SPAZIALE, ATTESE
SIGNED, TITLED AND INSCRIBED ON THE REVERSE, WATERPAINT ON CANVAS. EXECUTED IN 1961
firmato, intitolato e iscritto 1 + 1 – GGH7 Varese P.L.B. (316/2) sul retro
idropittura su tela
cm 50x65
Eseguito nel 1961
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L'opera è accompagnata da attestato di libera circolazione
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Provenance

Collezione Cortellazzi, Varese 
Collezione privata, Varese
Ivi acquisito dall'attuale proprietario

Literature

Enrico Crispolti, Lucio Fontana Catalogue Raisonné des peintures, sculptures et
environnements spatiaux, Bruxelles 1974, vol. II, n. 61 T 24, pp. 126-127, illustrato
Enrico Crispolti, Lucio Fontana Catalogo generale, Milano 1986, vol. II, n. 61 T 24, p. 427, illustrato
Enrico Crispolti, Lucio Fontana, Catalogo Ragionato di sculture, dipinti, ambientazioni, Milano 2006, vol. II, n. 61 T 24, p. 640, illustrato

Catalogue Note

Nel 2008, Zhang Huan, celebre artista contemporaneo cinese, scrisse riguardo Lucio Fontana: “La storia dell’arte ha messo Lucio Fontana con le spalle al muro senza lasciargli via di scampo e lì lui è sopravvissuto” (Huan Z. citato in Barbero L. M. et alia, Fontana. Luce e colore¸Milano, 2008, p. 102). Quest’immagine, dal forte valore evocativo, permette di pensare ai tagli di Fontana come atti di difesa-liberazione che l’artista esercitò nei confronti della tela, rea di aver storicamente forzato l’esperienza artistica alla bidimensionalità. Tuttavia l’affermazione di Huan, ad una lettura critica, non può che risultare incompleta. Giacchè Fontana non solo sopravisse, ma conquistò uno posto determinante nella storia dell’arte, con forza di scelte estetiche che caratterizza solo i più grandi maestri. Perchè, se attraverso il taglio l’artista riuscì ad aprire, letteralmente, la tela, fu solo il suo ampio utilizzo del colore unito al ritmo dei suoi tagli che gli garantirono la possibilità di compiere un progetto artistico finito, basato su una nuova concezione della tela. Per questa ragione, pensare a Fontana come maestro dello Spazialismo può essere riduttivo nei confronti dell’importanza che il colore e l’andamento dei tagli rivestirono nella sua esperienza artistica. La monocromia, infatti, non può essere concepita come disinteresse cromatico, bensì come studio attento della relazione tra colore, luce e spazialità. Discorso analogo per l’andamento dei tagli, cui l’artista non solo garantì una nuova concezione di spazio, ma aggiunse alla tela un aspetto temporale dato dal lasso in cui lo spettatore, dinnanzi al Concetto Spaziale, scorre lo sguardo sull’andamento dei tagli stessi. In tal senso, quindi, questi tre aspetti – spazio, luce, andamento dei tagli - sono parimenti importanti e vengono qui ben declinati in questo Concetto Spaziale realizzato nel 1961. Cinque tagli scandiscono questa tela, dipinta di un verde saturo e profondo, che pare richiamare i verdi della montagna Saint-Victoire di Cézanne. L’andamento ascensionale dei tagli, che tra di loro paiono seguirsi e poi dividersi, sembra voler scardinare la compostezza bidimensionale della tela. Tale forza e vivacità rivelano la personalità di un un artista sereno, dominatore della storia, certamente non di un semplice sopravvissuto. 

In 2008, the known Chinese contemporary artist Zhang Huan said in regard to Lucio Fontana that “history of art gave no chances to Lucio Fontana but he managed to survive (Huan Z. mentioned in Barbero L.M. et alia, Fontana Luce e Colore, Milano, 2008, p. 102). This strongly evocative image, allows us to view his cuts as acts of defence/freedom that the artist played with the canvas, since his canvas was responsible for having historically overcome the artistic experience of bi dimension. However Huan’s definition can’t be seen as incomplete from a critical point of view. Fontana not only “survived” but conquered an important position in history of art thanks to his strong aesthetic choices, something that only great artists do. If it was through cuts that the artist managed to literally open the canvas, it was through the use of colours and the rhythm of his cuts that Fontana accomplished an artistic project based on a new concept of the canvas itself. Thus, describing Fontana as a master of Spatialism can be reductive considering the importance of both colours and the rhythm of cuts in his artistic experience. One cannot consider monochrome, as lack of interest in the subject of colours, but as a profound research made on the relationship between colours, light and spatialism. One can argue a similar thesis about the rhythm of the cuts, through which the artist not only created a new concept of space but, furthermore, he also added a chronological aspect to the work, created the amount of time that the spectator needs to read the rhythms of the cuts on the canvas itself. In this way, these three aspects – space, light and rhythm of the cuts- are important aspects that are well expressed in this Concetto Spaziale executed in 1961. Five cuts scan this canvas, painted in a deep green that evokes Cezanne’s Saint Victoire mountains. The vertical rhythm of the cuts, that seem to first trail each other and then separate from each other, seems to be willing to alter the bi dimension of the canvas. Such strength and vivacity reveal the personality of a serene artist who dominated history and was not merely a survivor.

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan