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LUCIO FONTANA: DA UNA COLLEZIONE PRIVATA MILANESE

Lucio Fontana
CONCETTO SPAZIALE. ATTESE
SIGNED, TITLED AND INSCRIBED ON THE REVERSE, WATERPAINT ON CANVAS. EXECUTED IN 1964-65
JUMP TO LOT
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LUCIO FONTANA: DA UNA COLLEZIONE PRIVATA MILANESE

Lucio Fontana
CONCETTO SPAZIALE. ATTESE
SIGNED, TITLED AND INSCRIBED ON THE REVERSE, WATERPAINT ON CANVAS. EXECUTED IN 1964-65
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Details & Cataloguing

Arte Moderna e Contemporanea

|
Milan

Lucio Fontana
1899 - 1968
CONCETTO SPAZIALE. ATTESE
SIGNED, TITLED AND INSCRIBED ON THE REVERSE, WATERPAINT ON CANVAS. EXECUTED IN 1964-65
firmato, intitolato e iscritto sul retro l’america [sic] è stata / scoperta da Garibaldi…/ asino!
idropittura su tela
cm 41x34
Eseguito nel 1964-65
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Opera registrata presso la Fondazione Lucio Fontana, Milano, con il n. 1604/1

L’opera è accompagnata da certificato su fotografia rilasciato dalla Fondazione Lucio Fontana, Milano

Provenance

Acquistato dall’attuale proprietario direttamente dall’artista

Literature

Enrico Crispolti, Lucio Fontana. Catalogo generale, Milano 1986, vol. II, p. 546, n. 64-65 T 1, illustrato
Enrico Crispolti, Lucio Fontana. Catalogo ragionato di sculture, dipinti, ambientazioni, Milano 2006, vol. II, p. 732, n. 64-65 T 1, illustrato

Catalogue Note

"The rupture of the canvas, ground of all previous pictorial illusions and basis in the past for scientific certainties such as perspective, evokes the splitting of the atoms. Or the upsetting of Newtonian concepts of space and time by Einstein... Fontana's violation of the seamless canvas seems in retrospect as bold a breakthrough as Jackson Pollock's in the same period. In 1946-1947 Pollock liberated pigment and pictorial gesture from the obligation to circumscribe an image, whether figurative or abstract. Fontana...liberated the artist and the critic from the traditional distinction between one genre and another, equivocating between object, relief, illusion, reality, painting and sculpture."
Thomas Krens in exhibition catalogue, Venice, the Solomon R. Guggenheim Foundation, Homage to Lucio Fontana, 1987, p. 8 

With Concetto spaziale, Attese 1964-65, the viewer is presented with a masterpiece from the series of Tagli, where apparently abstract cuts elicit an intense emotional reaction from the viewer. The ineluctable smoothness of the crimson pigment saturates the canvas like blood seeping from an open wound. Onto this seductive field of colour, two precise and rhythmic incision dance across the surface, penetrating as they traverse the picture plane. With nervous energy and dynamic force, space pulses through the openings.
“I do not want to make a painting – wrote Fontana in 1965 – I want to open up a space…”  (Lucio Fontana in Enrico Crispolti, Lucio Fontana. Catalogue Raisonné, vol. I, Brussels 1974, p. 7)

In the present work our eye and our mind are forced by the visual drama of the cuts opened on a red, dramatic background, to meditate upon what lies beyond and behind the canvas surface. Also the original frame is extremely peculiar, made on purpose by the Collector following Fontana’s advices. The two were very close friends: Fontana commissioned the Collector a frame for the painting asking for a “cornice spaziale”. Actually, this was the only vague indication that Fontana gave to the Collector, a renowned architect, who immediately tried to find proper materials and colours, as shown in his manuscript notes.
The result is extremely particular and the artist was extremely satisfied with it. Finally his Tagli had a rational, plain and ‘spaziale’ frame.

“La rottura della tela, terreno di tutte le precedenti illusioni pittoriche e fondamento nel passato di certezze scientifiche quali la prospettiva, evoca la scissione dell’atomo. Oppure il ribaltamento dei concetti Newtoniani di spazio e tempo da parte di Einstein… la violazione di Fontana della tela integra può essere considerata audace quanto la rottura di Jackson Pollock nello stesso periodo. Nel 1946-1947 Pollock liberò il pigmento ed il gesto pittorico dall’obbligo di  circoscrivere un’immagine, che fosse figurativa o astratta. Fontana… liberò l’artista ed il critico dalla distinzione tradizionale tra un genere e l’altro, creando un equivoco tra l’oggetto, il rilievo, l’illusione, la realtà, la pittura e la scultura.”
Thomas Krens in exhibition catalogue, Venice, the Solomon R. Guggenheim Foundation, Homage to Lucio Fontana, 1987, p. 8 

Con Concetto spaziale, Attese, 1964-65, lo spettatore si trova davanti ad un capolavoro della serie dei Tagli, dove due fenditure simmetriche riescono a suscitare un’intensa reazione emotiva. La scorrevolezza ineluttabile del pigmento cremisi satura la tela come sangue che sprizzi da una ferita aperta. In questo campo seducente del colore, due incisioni precise e ritmiche danzano sul quadro, mentre attraversano la superficie della tela. Con energia nervosa e forza dinamica, lo spazio pulsa attraverso le aperture.
"Non voglio fare una pittura – ha scritto la Fontana nel 1965 – voglio aprire uno spazio...." (Lucio Fontana in Enrico Crispolti, Lucio Fontana. Catalogo Raisonné, vol. I, Bruxelles 1974, p. 7)

Nel presente lavoro il nostro occhio e la nostra mente sono costretti ad assistere allo spettacolo visivo dei tagli aperti su uno sfondo rosso, drammatico, e a meditare su ciò che si trova di là e dietro la superficie della tela. Anche la cornice originale è molto peculiare, realizzata appositamente dal Collezionista seguendo i consigli di Fontana. I due erano molto amici: Fontana richiese al Collezionista uno sfondo per i due tagli rossi chiedendo una "cornice spaziale". In realtà, questa fu l'unica laconica indicazione che Fontana fornì al Collezionista, famoso architetto, che si mise alla ricerca dei materiali e colori più adatti allo scopo, come indicato nelle sue note manoscritte. 
Il risultato, davvero particolare, lasciò Fontana completamente soddisfatto. Finalmente la sua opera era collocata in una cornice razionale, semplice e del tutto ‘spaziale’.

L'opera è accompagnata da attestato di libera circolazione 

An export licence is available for this lot.

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