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JUMP TO LOT
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Details & Cataloguing

Modern & Contemporary Art including Contemporary Art from a Private Collection

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Milan

Giacomo Balla
1871 - 1958
SORPRESA
firmato Futurballa; firmato e intitolato sul retro
olio su tela
cm 90x70
Eseguito nel 1923 circa
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L'opera è accompagnata da un'autentica su fotografia rilasciata da Luce ed Elica Balla

Provenance

Casa Balla, Roma, n. 171
Unione Italiana di riassicurazione S.p.A., Roma (acquistato nel 1980)
Ivi acquisito dall'attuale proprietario

Exhibited

Parigi, Galerie Cahiers d'Art, Exposition de peintures, de gouaches et de dessins de Giacomo Balla, 1957, n. 16
Roma, Galleria L'Obelisco, Balla: stati d'animo, 1968, n. 20
Venezia, XXXIV Biennale Internazionale d'Arte, Quattro Maestri del Primo Futurismo Italiano. Balla, Carrà, Russolo, Severini, 1968, n. 47

Literature

M. Drudi Gambillo, T. Fiori, Archivi del futurismo, Roma 1962, vol. II, pag. 172, n. 265, illustrato pag. 142, n. 365
G. Lista, Balla, Modena 1982, pag. 326, n. 697, illustrato

Catalogue Note

Ecco un'altra opera di Balla che ha come soggetto una sola parola, c'è da chiedersi quale sia la sorpresa contenuta in questa composizione in cui  l'astratto e il decorativo sono perfettamente bilanciati, che derivi dal suo intento di colorare le parole? Non a caso  Balla, definito anche "cantore dell'iride", ama il colore e in quest'opera utilizza i tre colori primari (giallo, rosso, blu) supportati dai cosidetti colori neutri o "non colori" ovvero il bianco e il nero; nella composizione  i cinque colori si presentano in maniera decisa (grazie anche alla natura primaria che li caratterizza) ed esplosiva, mantenendo perfettamente bilanciata la componente decorativa;  forse è proprio nello sfruttare accostamenti di colore implacabili, all'epoca considerati dissonanti, che Balla sembra voler rieccheggiare una musica di Russolo o una poesia di Palazzeschi. Come dice il proverbio "il silenzio è d'oro"e Balla preferisce gridare (come gli ha insegnato Marinetti) ma le parole sono variopinte. Il linguaggio è colore: l'astrazione che si basa sul linguaggio sarà allora (se il sillogismo regge) una apologia del colore. E in questo senso si può anche citare un altro dei suoi implacabili assiomi: "il silenzio è di velluto, le parole sono di tutti i colori".
(M. Fagiolo dell'Arco, Balla In Europa, Il Paesaggio Artficiale, catalogo mostra "Balla e i Futuristi" pag. 11, Roma Galleria Sprovieri 1989 a cura di Maurizio Fagiolo dell'Arco)

Niente neofuturismo nelle opere di Balla degli anni Venti: piuttosto l'applicazione cosciente di questa nuova scintillante armonia. Può essere "decorativa" questa pittura...: perchè è "astratta" perchè è "semplice", perchè insomma è riproducibile. L'idea dell'arte pensata da uno ma destinata a essere fatta e compiuta da tutti e per tutti è un'altra delle "grandi illusioni" che l'avanguardia storica ha lasciato ai suoi pargoli degenerati. 
(M. Fagiolo dell'Arco, Balla In Europa, Il Paesaggio Artficiale, catalogo mostra "Balla e i Futuristi" pag. 11, Roma Galleria Sprovieri 1989 a cura di Maurizio Fagiolo dell'Arco)

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